Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 26Fedlex · Rapporto sui risultati

Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)

confusione, in quanto fa riferimento all’articolo 35 capoverso 2 LAMal e il rapporto esplicativo non fornisce spiegazioni precise al riguardo. Quest’osservazione vale anche per gli articoli 9 capoverso 1bis e 19e.

Lettera a:

CARA e MDS auspicano lo stralcio della formulazione «e (dati) amministrativi». Secondo CARA non è opportuno mischiare dati clinici e dati amministrativi, anzi è addirittura rischioso. Nel caso in cui la proposta di stralcio non venga adottata, per MDS è importante che la legge preveda la suddivisione della CIP in due sottocartelle, una [sottocartella medica] riservata alla relazione con i professionisti coinvolti nei processi di cura del paziente, l’altra [sottocartella amministrativa] più aperta.

Lettera b:

CARA, VD, VS, ACSI, FRC e SWR chiedono di stralciare il passaggio «[...] nonché persone responsabili dell’apprezzamento dell’idoneità al servizio militare secondo la legge militare del 3 febbraio 1995».

CARA e VS ritengono che l’estensione della definizione a queste persone sia inopportuna e propongono di stralciare l’aggiunta o di precisare la cerchia delle persone interessate.

Secondo CARA, VD e VS, tale aggiunta permette l’accesso alla CIP a un gruppo indefinito di persone, visto che la legge militare non specifica chi sono le persone in questione. Inoltre il principio del libero consenso del paziente non può essere garantito in ambito militare. Anche i pareri di ACSI e di FRC vanno in questo senso e sottolineano che prima di estendere la cerchia di persone aventi accesso alla CIP occorre definire e garantire il principio del libero consenso, se non altro in ambito militare.

Lettera d:

CARA e VS chiedono di stralciare la lettera d perché genera un’inutile complessità e confusione tra i professionisti, senza offrire valore aggiunto. La possibilità di creare comunità (semplici) non si è affermata nella pratica. Attualmente, infatti, esiste una sola comunità di questo tipo, per di più non ancora operativa. ACSI e FRC si sono espresse nello stesso senso e propongono lo stralcio anche con l’intento di pervenire a un’unica comunità di riferimento.

Lettera f:

Secondo CARA e VS, l’esperienza ha dimostrato la necessità di un identificatore univoco noto a tutte le parti coinvolte (pazienti, professionisti della salute, comunità di riferimento, Cantone, Confederazione). Solo il numero AVS può soddisfare i requisiti relativi alla gestione della CIP.

Lettera a:

ACSI e FRC sono dell’avviso che la trasmissione dei documenti amministrativi dovrebbe consistere unicamente nella trasmissione delle fatture da parte degli ospedali o dei medici ma non degli assicuratori. Nella sua forma attuale, l’articolo può suggerire che gli assicuratori-malattie abbiano accesso alla CIP. Il divieto d’accesso alla CIP da parte degli assicuratori è un punto fondamentale per preservare la legittimità dello strumento agli occhi della popolazione.

Lettera d:

ACSI e FRC propongono la seguente definizione alternativa, in linea con lo stralcio della lettera d e con la possibilità di pervenire a lungo termine a un’unica comunità di riferimento (senza escludere un periodo transitorio durante il quale la coesistenza di varie comunità di riferimento a livello regionale sarebbe possibile): «comunità di riferimento: unità organizzativa di pazienti, professionisti della salute e dei loro istituti».

Lettera a:

Centre Patronal è del parere che, per motivi di sicurezza, i dati debbano essere registrati esclusivamente in modo decentralizzato, come d’altronde previsto nel diritto vigente. Secondo Privatim, l’estensione della definizione della CIP a raccolte di dati centralizzate si pone in netta discontinuità con l’attuale sistema.