Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)

VD chiede che la legge disciplini la base giuridica per lo scambio di informazioni tra i vari attori (Cantone, Confederazione, Comune, comunità ecc.). Il modello opt-out richiederà una ridefinizione dei processi e comporterà un carico di lavoro significativo per i Cantoni e le comunità di riferimento. Al tempo stesso, è fondamentale che la base giuridica consenta ai Cantoni di delegare determinati compiti alle comunità di riferimento e renda possibile il flusso di informazioni.

Capoverso 1:

VS e CARA pongono diverse domande:

- In che modo il Cantone trasmette gli elenchi dei pazienti al Comune?

- Come vengono aggiornate le banche dati?

- La comunità di riferimento avrà accesso alle banche dati dello stato civile?

- Quale sarà il legame con il futuro servizio nazionale degli indirizzi?

In caso di apertura automatica della CIP, il paziente non è più tenuto ad aprire personalmente una CIP, dal momento che la comunità di riferimento se ne sarà già occupata. Pertanto, secondo VS e CARA, il capoverso 1 lettera b deve essere formulato come segue: «non possiede ancora una cartella informatizzata».

Secondo ZG, il modello opt-out, così come concepito, comporta troppi oneri: il Cantone, per esempio, deve scrivere personalmente a tutti i propri abitanti e trasmettere loro tutta una serie di informazioni (art. 3 cpv. 2 AP-LCIP). A complicare il quadro si aggiunge il fatto che l’opposizione deve essere presentata presso il Cantone, il quale, a sua volta, è chiamato a notificarlo al servizio che tiene il registro (art. 3a AP-LCIP). ZG ritiene pertanto che debba essere introdotto un modello opt-out analogo al modello del consenso presunto valido nell’ambito della legge federale sul trapianto di organi, tessuti e cellule (legge sui trapianti; RS 810.21) in vigore dal 2025. A suo avviso, chiunque non desideri disporre di una CIP dovrebbe pertanto potersi iscrivere in un registro centrale nazionale. In tal caso, non verrà aperta alcuna CIP oppure si procederà a bloccare o sopprimere un’eventuale CIP aperta in precedenza.

Secondo ZH, l’attuazione del modello opt-out così come previsto nell’avamprogetto comporterebbe onerosi compiti di esecuzione per i Cantoni nonché numerose difficoltà in termini di attuazione (p. es., nel caso di persone irraggiungibili, persone di cui non è chiaro il domicilio, detenuti, informazioni mancanti in merito all’esistenza di una CIP ecc.). L’avamprogetto non fornisce indicazioni sulla portata degli oneri amministrativi che ne deriverebbero per i Cantoni.

Per tale ragione, ZH è del parere che l’attuazione non debba spettare tanto ai Cantoni quanto alla Confederazione. Dovrebbe quindi essere quest’ultima a predisporre i necessari processi, soluzioni informatiche e hotline come pure altri strumenti rilevanti ai fini dell’esecuzione. In tal modo, sarebbe possibile garantire un’efficienza decisamente maggiore e una governance mirata dell’intero sistema.

ZH è del parere che, qualora si dovesse rimanere ancorati all’idea di affidare ai Cantoni l’attuazione del modello opt-out, gli oneri che ne derivano per i Cantoni debbano essere quantificati e rimunerati con un controfinanziamento.

Capoverso 1 lettera a:

economiesuisse ritiene che debba essere possibile aprire una CIP anche per gli assicurati LAINF, LAM e LAI. In linea con l’obiettivo principale di migliorare la qualità delle cure, economiesuisse ritiene che debba essere almeno presa in considerazione anche la possibilità di includere un trattamento secondo la LCA.

Capoverso 2:

economiesuisse è del parere che il paziente debba essere informato sulla sua possibilità di cambiare liberamente la comunità di riferimento. La lettera b dovrebbe pertanto essere modificata come segue: «la libera scelta della comunità di riferimento presso cui è aperta la propria cartella informatizzata».