Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)
Sempre secondo BSV AG, occorrerebbe definire anche l’espressione «servizio di ricerca di dati» provvedendo a introdurre un identificatore univoco del paziente conformemente alla mozione 21.4373 presentata il 2 dicembre 2021 dal consigliere nazionale Andri Silberschmidt. BSV AG propone la seguente definizione: «servizi di ricerca di dati: elenchi approntati dalla Confederazione contenenti i dati di base e gli identificatori di persone fisiche e giuridiche che fungono da dati di riferimento per la comunicazione in ambito sanitario. Il servizio include in particolare l’elenco dei pazienti (con il numero d’identificazione del paziente) e l’elenco dei professionisti della salute (con l’identificatore GLN)».
Secondo FMC, SGMI, CH++ e GSASA, l’espressione «applicazioni sanitarie» è nuova e può avere diverse accezioni. Poiché l’avamprogetto lo utilizza senza definirlo, chiedono che l’articolo 2 venga completato con l’aggiunta dell’espressione e della sua definizione.
NEK e VSVA concordano con FMC, SGMI, CH++ e GSASA. Secondo VSVA, l’espressione deve essere definita all’articolo 2 in modo tale che, previo consenso delle persone interessate, un gran numero di applicazioni e servizi innovativi possa accedere alla CIP e condividere dati con la cartella informatizzata. Questo permetterebbe di sviluppare nuove soluzioni digitali che offrono valore aggiunto ai pazienti interessati, tra cui la ricetta elettronica o applicazioni ancora da sviluppare che avranno grande utilità per i pazienti.
H+ propone di aggiungere e definire le espressioni «fornitore di prestazioni» o «struttura sanitaria», in modo da precisare e disciplinare diritti e obblighi e/o ruoli e aspetti di governance riguardanti le strutture che forniscono prestazioni.
MDS e H+ ritengono che il concetto di «ausiliario» (assistente o segretario/a medico) non sia stato definito in modo soddisfacente dall’UFSP. Essendo troppo restrittiva, in particolare per le strutture di grandi dimensioni, la definizione non consente la delega di compiti al personale amministrativo, visto che questi non somministra direttamente cure al paziente. Propongono quindi la seguente formulazione: «assistente sanitario: professionista amministrativo in ambito sanitario che agisce per conto e sotto la responsabilità di un professionista della salute riconosciuto ai sensi dell’articolo 2 lettera b LCIP».
Secondo NEK, da parte dei pazienti vi può essere l’esigenza di affidare compiti o ruoli nell’ambito della propria presa in carico a una o più persone di fiducia (p. es. familiari o consulenti di un’organizzazione di pazienti), oltre che a professionisti della salute. Per fare in modo che tali compiti e ruoli possano essere assegnati dal paziente e documentati in modo tracciabile nella CIP, NEK chiede che venga definita anche l’espressione «persona di fiducia». In caso contrario, si corre il rischio che la delega di compiti a persone di fiducia non sia possibile oppure che sia necessaria la trasmissione di dati d’accesso personali. DVSP avanza la stessa richiesta adducendo che l’autodeterminazione informativa del paziente comprende anche il diritto di definire una o più persone di fiducia e di condividere con queste le informazioni registrate nella CIP (p. es. decisioni in merito a interventi elettivi o in situazioni di emergenza). In questa categoria rientrano non solo professionisti del settore sanitario ma anche persone di fiducia come familiari o consulenti di un’organizzazione di pazienti. A seconda della situazione, le persone in questione possono o devono assumere compiti o ruoli nell’ambito della presa in carico. Per garantire che tali compiti e ruoli possano essere assegnati dal paziente e documentati in modo tracciabile nella CIP, questa possibilità deve essere contemplata e definita sin dall’inizio, altrimenti si corre il rischio che la delega di compiti a persone di fiducia non sia possibile oppure che sia necessaria la trasmissione di dati d’accesso personali per permettere tale delega.
Per motivi di comprensibilità, USB propone di definire le espressioni «applicazione sanitaria» e «progetti pilota».