Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)

Secondo FSP, al momento dell’introduzione del modello opt-out occorre garantire che gli abitanti ricevano informazioni dettagliate. Come segnalato nel punto dedicato alle osservazioni generali, occorre tenere conto delle esigenze dei diversi gruppi di popolazione. Inoltre, l’offerta del punto di contatto (servizi di supporto dei fornitori di piattaforme CIP) deve essere a bassa soglia, gratuita e orientata ai servizi. Se si dovesse rimanere ancorati all’idea di un sistema decentralizzato, è importante che gli abitanti abbiano la possibilità di scegliere in autonomia la propria comunità di riferimento.

Capoverso 1:

A seguito della modifica proposta in merito all’articolo 2 lettera e, GdS è del parere che la presente disposizione debba essere formulata in modo più ampio: «Il Cantone provvede all’apertura di una cartella informatizzata presso il gestore per [...]». Con la modifica dell’articolo 3 LCIP, GdS ritiene che il focus in materia di sovranità dei dati e amministrazione venga spostato dai pazienti/dalle persone ai gestori/alle autorità, il che, a suo avviso, ridurrà però il grado di accettazione da parte della popolazione. Per questo motivo, propone la seguente formulazione: «Entro 30 giorni dalla costituzione del domicilio, il gestore provvede, su incarico del Cantone, all’apertura[...]».

H+ accoglie con favore l’introduzione del modello opt-out, ma ritiene che debba essere applicabile soltanto alle persone capaci di discernimento che hanno compiuto il 16° anno d’età.

Capoverso 2 lettera b:

HIN è del parere che occorra sancire nella legge la possibilità, per le persone interessate, di scegliere una comunità di riferimento.

In tale contesto, Hirslanden si pronuncia in merito alla responsabilità dei Cantoni e al rischio di un trasferimento degli oneri: attualmente, gli ospedali (che sono già obbligati a partecipare alla CIP) pagano «canoni» ingenti senza trarre alcun reale beneficio dalla CIP. Stando al comunicato del 6 settembre 2023, al fine di favorire la diffusione della CIP, il Consiglio federale intende sostenere le comunità di riferimento con aiuti finanziari transitori. Per ogni CIP la Confederazione può erogare un massimo di 30 franchi. Tali aiuti finanziari sono vincolati a una partecipazione almeno equivalente da parte dei Cantoni.

Secondo Hirslanden, è importante che la gestione delle CIP non comporti lavoro aggiuntivo per i fornitori di prestazioni sanitarie. Qualora dovessero risultarne oneri supplementari, si dovrebbe discutere della relativa rimunerazione.

Capoverso 2:

Hirslanden ritiene che, al fine di evitare conflitti di ruolo tra i Cantoni, il nuovo tenore della lettera b dovrebbe essere il seguente: «le comunità di riferimento presso cui è possibile aprire la propria cartella informatizzata;». Per una revisione efficace sono fondamentali strutture di governance che permettano di assolvere ai compiti escludendo conflitti di interesse. Dal punto di vista di Hirslanden, il presente avamprogetto non soddisfa neanche questo requisito: i Cantoni, responsabili per le grandi comunità di riferimento in termini sia finanziari sia di personale, devono decidere presso quale comunità di riferimento verranno iscritti i «propri» abitanti. In linea di principio, questo potrebbe portare a situazioni di monopolio regionale potenzialmente discriminatorie. I Cantoni fisseranno le loro priorità e impiegheranno le loro risorse per soddisfare le esigenze dei fornitori di prestazioni del proprio Cantone (p. es. per gli ospedali cantonali). I fornitori privati di prestazioni ambulatoriali e stazionarie rischiano di essere ulteriormente svantaggiati, in termini di concorrenza, rispetto ai fornitori pubblici. Secondo Hirslanden, la revisione della LCIP deve essere integrata in modo tale che la separazione delle comunità di riferimento dai Cantoni sul piano finanziario e del personale diventi una condizione imperativa per la certificazione delle comunità di riferimento. Hirslanden è inoltre del parere che debba essere riconosciuto agli abitanti il diritto di scegliere liberamente la propria comunità di riferimento, in linea con quanto già previsto per le persone che hanno la facoltà di decidere volontariamente se partecipare o meno alla CIP.

Capoverso 2:

IDS ritiene fondamentale, in vista dell’adozione del modello opt-out, che le persone interessate siano effettivamente a conoscenza delle varie informazioni relative alla CIP, in modo 37/196