Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)

eSANITA, Reusspark, SteHAG, Klinik Schützen e ZURZACH Care sono sostanzialmente favorevoli al modello opt-out. Sostengono tuttavia che siano necessari alcuni adeguamenti a livello di attuazione di tale modello; a loro avviso, si può partire dal presupposto che le persone che non presentano opposizione acconsentano alla gestione di una CIP. I fornitori di prestazioni dovranno avere accesso alle cartelle informatizzate per un periodo limitato di 30 giorni. Diversamente, con il modello proposto, la cartella informatizzata non comporterebbe alcun beneficio. In tale contesto, la ponderazione degli interessi tra protezione dei dati da un lato e salute dall’altro viene interpretata a favore della protezione dei dati (Klinik Schützen non si esprime in tal senso), il che andrebbe a discapito soprattutto delle persone vulnerabili non in grado di accedere alla CIP. I pazienti devono avere la possibilità, in qualsiasi momento, di assegnare personalmente i diritti d’accesso (v. commento all’art. 9 cpv. 2).

Capoverso 2:

eSANITA, Reusspark, SteHAG e ZURZACH Care chiedono lo stralcio del capoverso 2 lettere a–g. Tali partecipanti ritengono sufficienti le informazioni sull’apertura di una CIP veicolate da media o campagne. L’apertura di una CIP deve diventare lo standard.

I primi mesi di vita sono fondamentali per la salute dei neonati, come dimostrano, per esempio, gli intervalli fissati in questi casi per le visite (30 giorni). Il presente capoverso, tuttavia, sembra non tenere conto di questa informazione. eSANITA, Reusspark, SteHAG, Klinik Schützen e ZURZACH Care chiedono pertanto l’integrazione di una nuova lettera h all’interno del capoverso 2: «il fatto che, se i genitori di un nuovo nato non sono iscritti nel registro delle opposizioni, si procede all’apertura automatica di una CIP per il nuovo nato».

Capoverso 1 lettera b:

ACSI e FRC osservano che, in caso di adozione del modello opt-out, gli utenti non dovranno più procedere formalmente all’apertura di una CIP, ma semplicemente confermare di esserne in possesso e di utilizzarla. Chiedono pertanto che, al capoverso 1 lettera b, «[non] ha ancora aperto» sia sostituito da «[non] è ancora in possesso di».

Capoverso 2:

ADTG, ASSGP e IG eHealth sono del parere che i pazienti e i fornitori di prestazioni debbano essere liberi di decidere a quale comunità di riferimento affiliarsi. Non è ragionevole che debbano presentare opposizione affinché possano aprire una CIP presso una comunità di riferimento di loro scelta. Pertanto, secondo ADTG, ASSGP e IG eHealth, la lettera b deve essere integrata come segue: «la libera scelta della comunità di riferimento presso cui è aperta la propria cartella informatizzata».

Capoverso 2 lettera g:

La proposta del Consiglio federale in materia di applicazioni sanitarie è sostenuta da ADTG, ASSGP e IG eHealth, secondo cui è tuttavia necessario che i cittadini acconsentano esplicitamente al collegamento dell’interfaccia standard.

AL chiede lo stralcio dell’articolo 3. Fintantoché non si risolveranno i problemi del sistema e non verrà disciplinata la questione circa la rimunerazione dei fornitori di prestazioni per la gestione della CIP, il partecipante ritiene insensata ed eccessivamente costosa un’apertura automatica della CIP.

ASPS e senesuisse sostengono che un’apertura automatica della CIP per l’intera popolazione comporti costi troppo elevati, tanto più alla luce del fatto che nella maggioranza dei casi resterà inutilizzata. senesuisse e ASPS chiedono pertanto che si rinunci a un’apertura automatica della CIP per l’intera popolazione sulla base di un modello opt-out e che si mantenga la soluzione attuale basata su un modello opt-in.

Secondo CBCES, l’elenco delle persone per le quali occorre provvedere all’apertura di una CIP può creare confusione, poiché gli elementi menzionati, presentati in una relazione disgiuntiva tra loro, in realtà si includono vicendevolmente. CBCES chiede pertanto di aggiungere la congiunzione «e» dopo ogni lettera.

CBCES è del parere che l’introduzione del modello opt-out non solo sollevi questioni etiche in materia di libertà personale, ma rischi al contempo di compromettere il raggiungimento 35/196