Rapporto sui risultati
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine
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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)
IDS ritiene dunque che il capoverso 1 vada stralciato e che si debba ripensare interamente questo articolo della futura LCIP tenendo conto degli elementi esposti e rispettando il diritto all’autodeterminazione delle persone minorenni capaci di discernimento.
Capoverso 1:
Secondo KOKES, il capoverso 1 va riformulato in linguaggio inclusivo: « Le persone minorenni sono rappresentate dal loro rappresentante legale o dalla loro rappresentante legale fino al 16° anno d’età».
Capoverso 3:
A parere di KOKES, a livello legislativo deve figurare esplicitamente l’obbligo di disciplinare concretamente per via di ordinanza l’accesso alla CIP da parte delle persone minorenni capaci di discernimento malgrado la rappresentanza fino al 16° anno d’età, in modo da permettere loro l’esercizio dei diritti strettamente personali. Secondo l’organizzazione, le persone minorenni capaci di discernimento, malgrado la rappresentanza generale fino al 16° anno d’età, devono disporre della facoltà di indicare ai professionisti della salute (che sono sottoposti al segreto medico ai sensi dell’articolo 321 CP) i dati che non vogliono far registrare nella loro CIP. KOKES chiede quindi che il capoverso 3 sia integrato come segue: «[...] per le persone rappresentate, dell’accesso alla cartella informatizzata da parte delle persone minorenni capaci di discernimento e da parte del rappresentante [...]».
Per Lünenburger occorre decidere in merito alle modalità da seguire e ai mezzi supplementari necessari per permettere alle persone anziane e alle persone con disabilità di accedere effettivamente alla CIP. A titolo di esempio, un’autenticazione a due fattori potrebbe provocare di fatto l’esclusione di determinate cerchie di persone (cfr. anche la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità). Lünenburger propone quindi un’eventuale integrazione dell’articolo per quanto riguarda l’accesso delle persone anziane e delle persone con disabilità.
La Posta e Sanela considerano i requisiti relativi alla CIP per le persone minorenni estremamente complessi. Secondo le due organizzazioni, ciò indica che la questione dei diritti d’accesso e la relativa attuazione sono, da un punto di vista generale, disciplinate in modo insufficiente.
Di conseguenza occorre implementare un modello universalmente valido anziché una serie di eccezioni/aggiunte che non cessa di allungarsi:
i. per i genitori/detentori dell’autorità parentale: accesso a determinati documenti in determinati casi;
ii. per alcune assicurazioni: preparazione di determinati documenti;
iii. per i professionisti della salute: accesso a tutti i documenti o, al contrario, alcun accesso;
iv. possibilità o meno di accedere alla CIP in caso di emergenza per tutti;
v. per gli istituti di ricerca.
Capoverso 2:
Anche se il commento non riguarda direttamente la protezione dei dati, privatim tiene a precisare che le prescrizioni concernenti la rappresentanza per i provvedimenti medici nella protezione degli adulti non valgono solo per analogia, ma trovano direttamente applicazione per legge.
Secondo Pro Senectute, le persone con diritto di rappresentanza possono essere designate tramite mandato precauzionale e, per le questioni mediche, anche mediante le direttive del paziente. Attraverso queste ultime, che potrebbero essere caricate nella CIP, il paziente può inoltre fissare le proprie volontà riguardo a cure e trattamenti medici per il caso in cui non dovesse più essere in grado di esprimersi in merito. A differenza dei documenti medici e dei dati amministrativi si tratta però di strumenti giuridici personali che non richiedono alcun trattamento da parte di persone con diritto di rappresentanza. Pro Senectute esorta pertanto a emanare disposizioni specifiche per le direttive del paziente nel quadro dell’ulteriore disciplinamento a livello di ordinanza dell’articolo 8a capoverso 3. Queste disposizioni dovrebbero prevedere