Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)

4ter I professionisti della salute possono chiedere al paziente i diritti d’accesso tramite l’interfaccia utente. Il paziente può accettare la richiesta dal proprio telefono cellulare.

4quater I professionisti della salute possono cancellare un documento che hanno registrato in una cartella informatizzata entro un termine stabilito dal Consiglio federale».

Capoverso 5:

Secondo VS e CARA, il fatto che l’accesso di emergenza sia possibile solo se il paziente ha già acceduto alla propria CIP rischia di rappresentare un problema in una situazione di emergenza per tutti coloro che non hanno associato la CIP al proprio strumento d’identificazione.

Se ciò pone un problema a causa dell’introduzione del modello opt-out, VS e CARA propongono di fissare un termine di sei mesi prima di consentire un accesso di emergenza a una CIP non collegata, in modo da dare ai pazienti il tempo necessario per effettuare il primo accesso. Pertanto, la lettera a andrebbe stralciata.

Capoverso 6:

Secondo VS e CARA, i pazienti che non hanno acceduto alla loro CIP non possono essere informati sull’accesso di emergenza, visto che né il loro indirizzo e-mail né il loro numero di telefono sono associati alla CIP. VS e CARA propongono pertanto la seguente formulazione: «Il Consiglio federale stabilisce le regole per informare il paziente in merito agli accessi di emergenza».

eSANITA, SteHAG, Reusspark e ZURZACH Care rilevano che per i professionisti della salute esistono portali con un periodo transitorio di cinque anni. Per i collegamenti diretti alla piattaforma CIP a partire dall’entrata in vigore della legge vanno previsti incentivi che poggiano sui criteri EAE.

Capoverso 1:

Secondo SteHAG, i professionisti della salute dovrebbero essere tenuti a registrare anche i dati rilevanti ai fini della cura antecedenti all’apertura della CIP, altrimenti i dati dei pazienti anziani raccolti dall’apertura della CIP fino a fine vita sarebbero meno voluminosi di quelli registrati per chi dispone di una CIP fin dalla nascita. Un collegamento diretto alla CIP consente di mettere a disposizione in modo semplice e sicuro i dati rilevanti ai fini della cura anteriori all’apertura. Anche ZURZACH Care fa osservare che per le persone anziane verrebbero raccolti meno dati dal momento dell’apertura di una CIP fino a fine vita rispetto alle persone che possiedono una CIP fin dalla nascita. Auspica quindi che venga introdotta la possibilità di registrare anche i dati anteriori all’apertura della CIP, senza che vi sia un obbligo in tal senso. ZURZACH Care è del parere che i professionisti della salute dovrebbero essere tenuti a registrare nella CIP i dati rilevanti ai fini della cura antecedenti all’apertura.

Capoverso 2:

eSANITA, SteHAG, Reusspark e ZURZACH Care chiedono che vengano ammessi due modelli:

«[...] e dei gradi di riservatezza applicabile dall’apertura di una cartella informatizzata. Prende in considerazione un modello aperto e un modello gestito dal paziente».

Capoverso 5:

Al momento dell’ammissione alle cure, il fornitore di prestazioni ottiene il diritto d’accesso ai dati del paziente per una durata di 30 giorni (v. spiegazione relativa all’articolo 3). Secondo eSANITA, l’accesso di emergenza dovrebbe quindi essere armonizzato con il diritto d’accesso di un fornitore di prestazioni all’inizio della presa in carico. SteHAG, Reusspark e ZURZACH Care sono del parere che l’accesso di emergenza dovrebbe equivalere ad una presa in carico del paziente.