Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 76 pagine
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volontaria a una comunità o comunità di riferimento certificata. Spetta ai Cantoni obbligare gli altri professionisti della salute ad affiliarsi a una comunità o comunità di riferimento (art. 19e). Ai fornitori di prestazioni ora soggetti a questo obbligo è accordato un termine transitorio di un anno a partire dall’entrata in vigore del progetto per affiliarsi a una comunità o comunità di riferimento. Non tutti i fornitori che sono tenuti già oggi ad affiliarsi a una comunità o comunità di riferimento usufruiscono del termine transitorio (v. le disposizioni transitorie della LAMal).
L’affiliazione di un professionista della salute a una comunità o comunità di riferimento certificata va di pari passo con l’obbligo di registrare nella CIP i dati rilevanti ai fini della cura, possibilmente in modo strutturato. Se per una documentazione medica specifica è stato già emesso un cosiddetto formato di scambio (v. allegato 4 OCIP-DFI), la documentazione deve presentarsi in questo formato. Un disciplinamento simile esiste già oggi per la dispensazione di medicamenti soggetti a prescrizione (art. 48 cpv. 3 dell’ordinanza del 21 settembre 201824 sui medicamenti). Tuttavia non vi è alcun obbligo di registrare a posteriori i dati antecedenti all’apertura (v. art. 9 cpv. 1bissecondo periodo). Questo obbligo esiste già nella vigente LCIP, ma con il presente avamprogetto viene ora sancito espressamente (v. n. 5.1, commenti all’art. 9).
Utilizzo dell’infrastruttura tecnica per prestazioni complementari
Le prestazioni complementari sono prestazioni che presuppongono l’accesso ai dati della cartella informatizzata. Si tratta di offerte delle comunità e delle comunità di riferimento che vengono messe a disposizione dei professionisti della salute. Esempio: un medico di famiglia invia il suo paziente da un radiologo direttamente dal sistema d’informazione del proprio studio medico e trasmette l’impegnativa alla relativa struttura sanitaria tramite la prestazione complementare. Si presuppone che la prestazione complementare utilizzi i dati derivanti dalla Health Provider Directory (HPD) e potrebbe caricare in maniera automatizzata nella CIP i dati dell’impegnativa. Un altro esempio è rappresentato dall’impegnativa con una richiesta diretta da parte di un medico di famiglia per un appuntamento dal radiologo, effettuata tramite la prestazione complementare. In questo caso la prestazione complementare darebbe un preavviso al paziente con la prenotazione diretta dell’appuntamento presso il radiologo. Anche questa prestazione utilizzerebbe i dati dell’HPD per trasmettere l’impegnativa con la richiesta di appuntamento al radiologo, ma per la prenotazione deve poter elaborare anche le informazioni provenienti dal sistema del radiologo, affinché il medico di famiglia possa visualizzare le relative disponibilità.
Questo esempio chiarisce che, per dimostrare il loro valore aggiunto, le prestazioni complementari devono poter accedere, a seconda della funzionalità, alle diverse componenti centrali e ai sistemi al di fuori dell’area riservata della CIP. Riguardo alle prestazioni complementari, è quindi estremamente difficile accertare quale attore acceda concretamente ai dati, per quali scopi e quali siano i dati. Tuttavia, per poter continuare a garantire uno standard elevato nell’area riservata della CIP dal punto di vista della protezione e della sicurezza dei dati, è necessario dare una risposta a queste domande.