Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine
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3.7. Frutta e verdura
Il contributo della frutta e della verdura all’apporto calorico complessivo è pari al sei per cento41. Il grado di autoapprovvigionamento per la verdura fresca è del 50 per cento circa, anche se la maggior parte delle sementi viene importata. Il grado di autoapprovvigionamento per la frutta si colloca attorno al 30 per cento42. Frutta e verdura contribuiscono in maniera significativa all’apporto di micronutrienti e un’interruzione prolungata delle importazioni potrebbe avere conseguenze negative per determinati gruppi, in particolare bambini, donne incinte, malati o persone anziane. Tuttavia, costituire scorte per queste due categorie di prodotti non è possibile o solo a costo di grosse perdite qualitative e quantitative.
Conclusione: frutta e verdura non si prestano alla costituzione di scorte obbligatorie. Si deve comunque tener conto del deficit calorico causato da un’interruzione delle importazioni. Nel quadro delle misure per garantire l’approvvigionamento alimentare a lungo termine, come l’ottimizzazione della produzione agricola, vengono tuttavia prese in considerazione anche le proprietà nutrizionali di queste due categorie.
3.8. Compensazione dell’apporto calorico mancante
Per garantire una compensazione corrispondente a quanto previsto nel quadro della strategia 2018 (livelli A e B) sono necessarie scorte obbligatorie aggiuntive. Per poter quantificare i volumi supplementari si calcola il quantitativo di cereali necessario per colmare l’apporto calorico mancante43. Dato che le quantità minime di frumento panificabile sono già specificate, non vi sono restrizioni sul tipo e sulla qualità di queste scorte. Si parte dal presupposto che le merci possano essere trasformate all’interno del Paese e siano idonee all’alimentazione umana. Di conseguenza, il deficit calorico potrebbe essere compensato stoccando 550 000 tonnellate di cereali.
Una parte di questo stock può essere coperto dalle attuali scorte di cereali a doppio uso per l’alimentazione di animali. Occorre tuttavia sempre garantire che la qualità dei cereali a doppio uso soddisfi i requisiti per l’alimentazione umana diretta. Occorre inoltre assicurare che la parte di popolazione affetta da celiachia abbia accesso a una quantità sufficiente di cereali senza glutine.
Conclusione: l’apporto calorico che, in caso di grave penuria, mancherebbe per raggiungere gli obiettivi strategici nonostante le scorte obbligatorie di cereali, oli e grassi commestibili vegetali nonché zucchero, potrebbe essere compensato con i carboidrati complessi di un quantitativo supplementare di cereali. Un volume di
41 Statistische Erhebung und Schätzungen Ernährung (non disponibile in italiano), Agristat, 2017, media degli anni 2012-2016.
42 Statistische Erhebung und Schätzungen über Landwirtschaft und Ernährung (non disponibile in italiano), Agristat 2017, capitolo 6.
43 Per i cereali ci si basa su un coefficiente di resa del 75% e sul tenore calorico medio delle varie farine.