Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/19: Modifica della legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF) · 16 pagine
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disposizioni transitorie siano modificate al fine di precisare che se l’incapacità lavorativa è iniziata prima dell’entrata in vigore della modifica, il diritto all’indennità giornaliera di cui all’articolo 16 capoverso 2bissorge con l’entrata in vigore della modifica e si estingue 720 giorni dopo l’inizio dell’incapacità lavorativa o dopo che la perdita di guadagno dovuta all’incapacità lavorativa non è più compensata dal datore di lavoro o da un’assicurazione.
Senza entrare nel merito della questione, BE precisa che anche i Cantoni sarebbero interessati poiché le autorità pubbliche pagano i premi di assicurazione contro gli infortuni delle persone che beneficiano dell’aiuto sociale ordinario e nel settore dell’asilo. BE ritiene inoltre che l’attuazione dell’avamprogetto potrebbe essere di beneficio a una fascia relativamente ampia di lavoratori che subiscono in Svizzera una ricaduta o i postumi tardivi di un infortunio avvenuto in gioventù in uno Stato dell’UE/AELS o in un Paese terzo (compreso nel settore dell’asilo). BE teme anche che la stima del Consiglio federale (1380 casi supplementari all’anno) possa essere sottovalutata e chiede chiarimenti sulle conseguenze finanziare che i Cantoni e i Comuni devono attendersi. NW evidenzia che l’avamprogetto infrange alcuni principi fondamentali del diritto delle assicurazioni sociali, introduce contraddizioni e crea nuove disparità, insistendo sul fatto che introdurre una tale disposizione per i circa mille casi stimati è una questione politica.
ZH, SH, GR, TG, NW, SO, ZG e AG si oppongono formalmente all’avamprogetto. ZH evidenzia che l’avamprogetto deroga al principio del divieto di assicurazione retroattiva, crea nuove disparità e genera costi amministrativi aggiuntivi. Sottolinea che concedere questo nuovo diritto anche alle persone non assicurate contro gli infortuni non professionali è contrario al principio di equivalenza tra premi e prestazioni, e che questa nuova indennità giornaliera dovrà essere finanziata da tutti i lavoratori e i datori di lavoro, anche se i beneficiari saranno relativamente pochi. Questa opinione è condivisa anche da SH, GR, SO, TG, ZG e AG, che concordano con il parere espresso dal Consiglio federale nel rapporto del 28 marzo 2018 sullo stralcio della mozione Darbellay. TG e AG aggiungono che l’incertezza giuridica derivante dalle numerose questioni di delimitazione porterà probabilmente a un aumento dei procedimenti giudiziari, e quindi a costi diretti e indiretti per i servizi statali, e che tali costi sarebbero sproporzionati rispetto alla portata dell’avamprogetto. SO insiste sul fatto che l’utilità concreta del progetto per gli assicurati deve essere messa in discussione, in quanto solo raramente gli assicurati potranno fornire la prova del nesso di causalità tra un infortunio subito in gioventù e una ricaduta. ZG deplora che le prestazioni supplementari derivanti da questo avamprogetto dovrebbero essere finanziate attraverso i premi e quindi costituirebbero un onere per l’economia e i lavoratori. TG sottolinea ancora che la frase contenuta nel rapporto esplicativo «sulla base del requisito del nesso di causalità tra l’infortunio iniziale e la ricaduta, la percentuale di casi in cui gli assicuratori rifiuteranno di fornire le prestazioni sarà elevata» (cap. 5.4) si rivela problematica perché può sottintendere che la concessione di questa nuova prestazione si scontrerà con un ostacolo significativo. Poiché i tribunali, per interpretare la legge, si basano tra l’altro sulle spiegazioni contenute nel rapporto esplicativo, TG chiede che questa frase venga stralciata al fine di evitare un notevole onere amministrativo e una serie di procedimenti giudiziari. AG si rammarica inoltre che l’avamprogetto mescoli due diversi rami delle assicurazioni sociali.
JU non ha osservazioni da fare, considerate le ripercussioni finanziarie molto esigue per il Cantone. LU, OW, UR, GL e TI rinunciano a esprimere un parere. GE e CdC non hanno risposto.