Rapporto esplicativo
Consultazione 2023/41: Rapporto esplicativo per la procedura di consultazione concernente il finanziamento dell’esercizio, del mantenimento della qualità e dei compiti sistemici relativi all’infrastruttura ferroviaria nonché la concessione di contributi d’investimento a favore di impianti per il traffico merci privati negli anni 2025–2028 · 67 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 43Fedlex · Rapporto esplicativo
Fabbisogno di mezzi per la CP della TPFI
Gli obiettivi principali della TPFI per il periodo CP 25–28 riguardano il proseguimento dei lavori relativi agli obiettivi stabiliti nella CP 21–24, in particolare assicurare la qualità, la disponibilità e l'accessibilità della rete realizzando nel contempo i necessari ammodernamenti dell'infrastruttura.
La crescita delle indennità d'esercizio è determinata da diversi fattori, in particolare da adeguamenti dei costi correlati allo sviluppo tecnico, dall'adattamento della manutenzione dei binari e dall'aumento degli impianti a fine ciclo, che quindi richiedono maggiore manutenzione.
Gli investimenti perseguono diversi obiettivi. L'adeguamento delle ultime stazioni alla LDis è spesso associato a un rinnovo dei rispettivi binari. La TPFI intende inoltre rinnovare 24 km di binari che l'ultima volta lo sono stati circa 50 anni fa. Nella maggior parte dei casi riguardano la rete a scartamento metrico e causano attualmente notevoli costi di manutenzione. Ne sono interessati in particolare i nodi di Palézieux, Bulle e Montbovon nella regione friburghese meridionale, nonché Friburgo, Morat e Ins sulla linea della FMAe.
1.6.5 Riserva CP
Come già quattro anni fa, dal dialogo sulle pianificazioni a medio termine condotto con tutti i GI è nuovamente emerso che in diversi casi sono state costituite riserve per coprire evoluzioni non prevedibili. Accanto a eventi naturali che possono rendere necessari costosi lavori di ripristino, sono anche ipotizzabili evoluzioni del traffico che richiedono un investimento entro cinque anni, ossia nel periodo compreso fra la stipula della CP 25–28 e la fine del 2028. Si può trattare, ad esempio, della costruzione di nuove fabbriche o centri di distribuzione con binari di raccordo, per i quali i GI dovranno approntare lo scambio di raccordo mediante fondi CP. Poiché queste uscite impreviste non sono progettabili per i singoli GI a medio termine, le riserve vanno gestite esclusivamente dall’UFT e assegnate alle singole imprese in funzione delle necessità.
Dalle riserve vanno attinti anche gli eventuali contributi d’investimento (a fondo perso) per il rinnovo di impianti a fune nonché per un eventuale fabbisogno supplementare relativo ai compiti sistemici. Gli impianti a fune secondo la LIFT sono equiparati alle ferrovie per quanto riguarda il finanziamento dell’infrastruttura. Poiché questi impianti non possono essere separati e quindi le imprese che li gestiscono non operano la distinzione settoriale tra infrastruttura e trasporti, nell’OCPF è stato stabilito che il 50 per cento dell’investimento complessivo in un impianto a fune può essere finanziato tramite il FIF. Il fabbisogno di rinnovo a lungo termine per questi impianti con funzione di collegamento tra località è stimato a 20–30 milioni di franchi l’anno circa. Durante la redazione del presente progetto non erano però ancora noti in dettaglio i lavori previsti al riguardo, senza contare che è opportuno attendere con le opere di rinnovo fintanto che la sicurezza lo permette.