Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)

PZ è del parere che la lingua usata potrebbe essere più comprensibile al grande pubblico e più accessibile.

Art. 2 cpv. 2 lett. e ed f nonché cpv. 3

2I provvedimenti in virtù della presente legge si prefiggono di:

e. garantire pari opportunità di accesso a installazioni e mezzi per proteggersi contro le malattie trasmissibili;

f. ridurre gli effetti delle malattie trasmissibili sulle persone interessate, sulla società e sull’economia.

3Nella pianificazione e nell’attuazione dei provvedimenti occorre tener conto:

a. dei principi di sussidiarietà, efficacia e proporzionalità;

b. degli effetti sull’economia e sulla società;

c. degli effetti sulle interdipendenze tra l’essere umano, gli animali e l’ambiente.

GDK, AI, BE, BL, FR, GE, GL, GR, JU, NW, OW, SG, SH, TG, VD nonché IDS NE, SGTP e Swiss TPH

osservano che il maggior peso dato all’approccio One Health nell’intero progetto è da sottolineare in modo positivo. AI, BE, FR, GL, NW e VD ritengono giusto che la LEp, in quanto quadro normativo, riprenda questo importante aspetto in riferimento alla collaborazione tra attori, ma anche sistemi e

processi. GDK, AI, BE, BL, BS, FR, GL, GR, JU, NW, OW, SG, SH, TG e VD fanno presente che

sarebbe necessario chiarire ancora meglio i punti di contatto tra la LEp e la legge sulle epizoozie (LFE). BE, FR, GL e NW guardano positivamente alla volontà di disciplinare meglio nella LEp le malattie trasmissibili attraverso le derrate alimentari. SAMW e WiBeG accolgono con favore l’inserimento nella LEp dei principi di One Health e la differenziazione tra società ed economia nel capoverso 3 lettera b. BFS chiede di eliminare dal testo di legge il termine «ambiente» se non viene introdotta una definizione ristretta dello stesso. SGTP accoglie con favore la creazione della base legale per l’attuazione di One Health nella prevenzione, nella sorveglianza e nella gestione delle epidemie.

AR, GE, NW, EKSI, NEK nonché ABBV, AHS, DVSP, GRIP, IDS NE, Interpharma, NFP 80, SAMW,

SBK, SGBE, Spitex, SVBG e Uni GE citano gli aspetti delle pari opportunità e dell’uguaglianza, affermando che andrebbero tematizzati maggiormente. AR chiede che nella versione tedesca sia utilizzato il termine «chancengerecht» invece di «chancengleich» (art. 2 cpv. 2 lett. e). NW chiede quale sia la definizione di «pari opportunità». GE, in riferimento alla garanzia di pari opportunità, fa presente che nell’articolo 2 capoverso 2 lettera e manca il concetto di «triage» per le situazioni con risorse limitate. NEK nonché DVSP, IDS NE, SAMW, Senesuisse, SGBE, Uni GE e WiBeG sottolineano che gli effetti di un’epidemia e quelli dei provvedimenti per contrastarla hanno ripercussioni molto differenti sui diversi gruppi di popolazione e che, in riferimento alle pari opportunità, è necessario tenere conto anche di questo aspetto. AZ, FS, KMUfamilie, MFR e Réinfo Santé chiedono se l’espressione «pari opportunità di accesso» sia realistica, visto che durante l’epidemia di COVID- 19 si è potuto constatare che molte persone non vaccinate non avevano accesso all’assistenza medica. Inoltre criticano il fatto che la Confederazione propone di estendere le proprie competenze, in contrasto con quanto sancito dal principio di sussidiarietà. Per garantire la presa in considerazione delle esigenze di gruppi di popolazione particolarmente vulnerabili, AHS, PINK CROSS e SGCH esigono in particolare un maggiore coinvolgimento degli attori della società civile. BFS e MV chiedono lo stralcio dell’espressione «pari opportunità» visto che, non essendo chiaramente definita, lascia spazio a interpretazioni e pretese arbitrarie. Anche NEK evidenzia l’importanza dei diritti fondamentali, che possono essere limitati solo in casi eccezionali e per il più breve tempo possibile. EKSI ritiene che sia imprescindibile includere la tematica delle pari opportunità in tutti gli ambiti e in tutte le fasi dei diversi processi; questa viene garantita anche attraverso la partecipazione ai processi dei vari gruppi target e dei loro rappresentanti. Per ABBV, GRIP e Interpharma, quando si parla di «pari opportunità di accesso» è necessario chiarire che anche le persone vulnerabili, in particolare quelle immunodepresse, devono avere accesso ad agenti terapeutici protettivi come le immunizzazioni passive. SBK chiede di sostituire l’espressione tedesca «chancengleicher Zugang» con «gleichberechtigter Zugang» per sottolineare ancora di più l’equiparazione dei diritti. SVBG accoglie con favore in particolare l’aggiunta nell’espressione «pari opportunità di accesso». SBK e SVBG