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Consultazione 2023/97: Rapporto sull’efficacia 2020–2025 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni · 124 pagine

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Rapporto sull’efficacia 2020–2025 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni

Verifica del sistema di perequazione finanziaria attuale

Per quanto riguarda i Cantoni finanziariamente forti, il prelievo marginale effettivo dipende so- lo dalle aliquote d’imposta che applicano, in quanto il loro prelievo nell’ambito della perequa- zione delle risorse è identico. I Cantoni con uno sfruttamento fiscale basso, quali ad esempio Zugo, Nidvaldo e Svitto hanno un tasso di prelievo marginale effettivo più elevato rispetto a Cantoni come Ginevra e Basilea Città, che sfruttano il loro potenziale di risorse in misura net- tamente superiore alla media.

Nella rappresentazione del prelievo marginale non si fa distinzione tra i diversi tipi di imposta. Tuttavia, lo sfruttamento fiscale delle persone giuridiche è di norma inferiore a quello delle persone fisiche (v. n. 4.3.2). Poiché nell’ambito del potenziale di risorse gli utili tassati in via ordinaria hanno avuto la stessa ponderazione dei redditi delle persone fisiche fino all’anno di calcolo 2019, l’effetto d’incentivazione negativo è risultato più marcato per le persone giu- ridiche che per le persone fisiche. Con l’introduzione dei fattori zeta nel quadro della RI III, dall’anno di calcolo 2020 gli utili ordinari delle imprese vengono ponderati in misura minore nel potenziale delle risorse rispetto ai redditi delle persone fisiche. In questo modo, dall’anno di riferimento 2024 si può contrastare fortemente l’incentivo negativo ad attirare nuovo substrato fiscale derivante dall’imposizione delle imprese.

Per quanto riguarda l’effetto d’incentivazione della perequazione delle risorse in generale, si può affermare che il meccanismo di ridistribuzione progressivo provvede affinché l’obiettivo della dotazione minima possa essere raggiunto con i minori mezzi finanziari possibili. Questo si ottiene mantenendo alto il prelievo marginale per i Cantoni finanziariamente più deboli, che, in tal modo, si sentono meno incentivati ad attirare nuovo substrato fiscale. Esistono quindi conflitti di obiettivi tra il livello della dotazione minima, l’importo della dotazione e l’effetto d’incentivazione. Quest’ultimo può essere migliorato solo se viene aumentata la dotazione e/o ridotto l’obiettivo della dotazione minima.

La problematica degli incentivi è rilevante soprattutto per i Cantoni finanziariamente più deboli. Migliorare in maniera sostanziale l’effetto d’incentivazione per questi Cantoni comporterebbe però dei costi elevati, come mostrato dai seguenti esempi:

– nel caso di una ridistribuzione lineare e di una definizione dell’obiettivo di dotazione minima

pari all’86,5 per cento della media svizzera per il Cantone finanziariamente più debole, i versamenti di compensazione per il 2024 sarebbero di 1,4 miliardi superiori (60 % a carico della Confederazione e 40 % a carico dei Cantoni finanziariamente forti). Tutti i Cantoni finanziariamente deboli, ad eccezione dei più deboli, riceverebbero fino a 372 franchi in più per abitante e il prelievo marginale ammonterebbe al 61,2 per cento, mentre per i Cantoni forti salirebbe al 24,5 per cento;

– con una ridistribuzione lineare e una dotazione invariata, la dotazione minima scenderebbe

all’81,4 per cento della media svizzera. I sette Cantoni finanziariamente più deboli ricevereb- bero fino a 488 franchi in meno per abitante. Per gli altri Cantoni finanziariamente deboli i versamenti di compensazione aumenterebbero fino a 174 franchi per abitante, mentre per la Confederazione e i Cantoni finanziariamente forti non cambierebbe nulla. Il prelievo mar- ginale ammonterebbe al 46,6 per cento per tutti i Cantoni finanziariamente deboli.

Entrambe le varianti con una ridistribuzione lineare mostrano chiaramente il rapporto sfavo- revole tra costi e benefici per un miglioramento dell’effetto di incentivazione. Il prezzo di un miglioramento sarebbe troppo elevato anche con soluzioni che si collocano tra la normativa attuale e le varianti di ridistribuzione lineare illustrate.

Nella prassi, nelle decisioni fiscali l’effetto di incentivazione svolge un ruolo piuttosto seconda- rio. In caso di riduzioni o aumenti d’imposta è evidente che la componente politica è in primo piano, poiché l’ultima parola in merito spetta al Parlamento o al popolo, come lo dimostrano