Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/24: Revisione Ordinanza concernente la relazione sulle questioni climatiche · 11 pagine
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Rapporto esplicativo per la procedura di consultazione
raggiungere un saldo netto pari a zero con l’adozione di standard facoltativi, come ad esempio quelli previsti dall’iniziativa che promuove la definizione di obiettivi su base scientifica («Science Based Targets-Initiative», SBTi) o dall’alleanza «Glasgow Financial Alliance for Net Zero» (GFANZ).
Il capoverso 3 statuisce, basandosi sull’articolo 5 LOCli, che la relazione sulle questioni climatiche contiene un cronoprogramma al fine di raggiungere un saldo netto delle emissioni pari a zero al più tardi nel 2050. In generale, il cronoprogramma deve essere compatibile con gli obiettivi climatici svizzeri secondo l’articolo 3 LOCli (lett. a) e riferirsi ai settori di attività rilevanti (lett. b).
L’OOCli definisce i requisiti minimi relativi a tali cronoprogrammi per le imprese dell’economia reale e i settori. Dal momento che sono soprattutto gli investimenti e i finanziamenti da parte delle imprese del settore finanziario ad avere un’incidenza sul clima e poiché il loro orientamento verso investimenti rispettosi del clima è sancito come obiettivo distinto nella LOCli, i requisiti minimi relativi ai cronoprogrammi per un saldo netto delle emissioni pari a zero imposti alle imprese del settore finanziario si distinguono da quelli previsti per le imprese dell’economia reale e i settori. Per questo motivo, al capoverso 3 lettera b numero 1 vengono precisati i requisiti minimi relativi ai cronoprogrammi per l’orientamento dei flussi finanziari delle imprese del settore finanziario verso investimenti rispettosi del clima, come previsto dall’articolo 9 LOCli. Il cronoprogramma deve comprendere, laddove possibile e opportuno, obiettivi di riduzione quantitativi, specifici per classi d’investimento e settori e scientificamente fondati nonché obiettivi per tutte le emissioni rilevanti di gas serra e obiettivi di sviluppo per le tecnologie rispettose del clima.
Visto che le opzioni di intervento sono diverse per le imprese del settore finanziario a seconda della classe d’investimento, ad esempio se immobili o portafogli azionari e obbligazionari sono posseduti direttamente, il cronoprogramma deve fare una distinzione per classe d’investimento. Soprattutto per quest’ultimo caso è inoltre fondamentale l’elaborazione di un cronoprogramma specifico per settori, poiché, a seconda del settore, le imprese in portafogio contribuiscono in misura diversa al riscaldamento climatico e il loro percorso verso il raggiungimento degli obiettivi climatici deve presentarsi in maniera differenziata.
Il cronoprogramma comprende anche le cosiddette emissioni «Scope 3», ovvero le emissioni indirette di gas serra lungo l’intera catena di creazione del valore prese in considerazione dall’impresa che comunica informazioni, quindi anche le emissioni a monte e a valle. Gli obiettivi di riduzione delle imprese del settore finanziario includono anche obiettivi per ridurre l’impatto climatico delle imprese nelle quali tali imprese del settore finanziario investono attraverso il mercato dei capitali oppure che esse finanziano o assicurano direttamente. Inoltre va osservato che gli obiettivi di riduzione descritti nel cronoprogramma si riferiscono all’attività, a livello di gruppo, di un’impresa finanziata e pertanto non si limitano alle emissioni prodotte in Svizzera. Laddove possibile e opportuno, vanno prese in considerazione anche le emissioni a monte e a valle delle imprese partecipate o finanziate.
In caso di modifiche considerevoli i cronoprogrammi devono essere aggiornati. Tuttavia, non è previsto un aggiornamento periodico, ad esempio annuale. È consigliabile che il percorso di riduzione includa obiettivi intermedi almeno per gli anni 2030 e 2040 compatibili con gli obiettivi climatici svizzeri e segua un andamento lineare tra questi obiettivi e a partire dal 2040 fino al 2050. Si raccomanda inoltre di stabilire per gli anni 2035 e 2045 anche obiettivi intermedi specifici per classi d’investimento e settori. Per l’elaborazione dei cronoprogrammi le imprese possono orientarsi alla migliore prassi internazionale, ad esempio ai lavori della task force per lo sviluppo di piani di transizione («Transition Plan Taskforce», TPT) presi in considerazione al momento della redazione del presente rapporto18. I cronoprogrammi devono contenere
18 Transition Plan Taskforce