Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/25: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2025 · 40 pagine

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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2025 Rapporto sui risultati della procedura di consultazione OSCA

Alcuni partecipanti sostengono esplicitamente il parere di altre organizzazioni: Bernische Kraftwerke (BKW) abbraccia infatti le richieste dell’Associazione svizzera di economia delle acque (ASEA). Alpiq ha presentato un parere separato.

Tra gli altri ambienti interessati si sono espressi anche l’Associazione svizzera dei proprietari fondiari (APF), la Coordinazione svizzera dei pompieri (CSP), BoscoSvizzero, la Piattaforma nazionale «Pericoli naturali» (PLANAT) e le associazioni professionali Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA), Federazione svizzera degli urbanisti (FSU) e Associazione svizzera dei professionisti dell’ambiente (svu-asep).

Le associazioni ambientaliste BirdLife Svizzera, Greenpeace, Pro Natura, la Fondazione svizzera per l’energia (FSE) e il WWF hanno formulato proposte in ampia misura sovrapponibili. Anche la Stazione ornitologica svizzera ha presentato un parere.

6.3 Risultati della procedura di consultazione

6.3.1 Considerazioni generali

Un’ampia maggioranza dei partecipanti approva il progetto in toto o in parte, compresi i Cantoni (ad eccezione di JU) e le conferenze cantonali. Il Cantone JU, l’USC e la Stazione ornitologica svizzera formulano alcune critiche.

Viene espressamente apprezzato il fatto che l’approccio basato sui rischi nella gestione dei pericoli di piena e la gestione integrale dei rischi siano ora regolamentati a livello giuridico. La menzione delle tre dimensioni della sostenibilità e la considerazione degli aspetti ecologici nelle misure vengono accolte con grande favore, soprattutto dai Cantoni. Anche le associazioni ambientaliste pongono in rilievo queste menzioni, ma in parte auspicano formulazioni più ampie per giungere a una maggiore promozione di soluzioni basate sulla natura.

Anche il Cantone JU sostiene la gestione integrale dei rischi e rimanda alla prassi attuale, pur lamentando che i dati di base e le misure richiesti gravano notevolmente su un Cantone di piccole dimensioni e comportano un elevato dispendio di risorse umane e finanziarie. Anche la DCPA e la CFP, così come altri Cantoni (quali TG e SG), si esprimono in maniera analoga chiedendo alla Confederazione di garantire ai Cantoni un margine di manovra sufficiente per rispondere alle varie specificità cantonali e conformarsi alle pianificazioni e alle misure di protezione già esistenti. Inoltre, i Cantoni hanno bisogno di un orizzonte temporale sufficiente per procedere all’attuazione.

L’USC giustifica la propria posizione per lo più negativa affermando che l’ordinanza non prende abbastanza in considerazione la protezione delle terre coltive e raccomandando di concentrare le disposizioni su aspetti rilevanti per la sicurezza, ritenendo eccessiva l’attenzione riservata agli aspetti ecologici.

La Stazione ornitologica svizzera riconosce la gestione integrale dei rischi, ma ritiene che il ripristino degli habitat acquatici debba essere incluso come misura di protezione contro le piene.

6.3.2 Pareri ai singoli articoli dell’OSCA

Capitolo 1: Disposizioni generali Art. 1 Campo d’applicazione

In generale viene accolta con favore l’enumerazione dei pericoli di piena.

Il Cantone ZG vorrebbe vedere stralciato o precisato il termine «ruscellamento superficiale», temendo un onere aggiuntivo per le relative misure di protezione, e respinge l’articolo. L’AICA, invece, approva espressamente la menzione del «ruscellamento superficiale».

I Cantoni FR e GE preferirebbero che non si specificassero i processi di pericolo provocati dalle onde. Formulano altresì alcune raccomandazioni di natura linguistica sull’uso della terminologia, anche in merito a «inondations» (inondazioni) che sarebbe da preferire a «crues» (piene).