Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/25: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2025 · 40 pagine

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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2025 Rapporto sui risultati della procedura di consultazione OSCA

Le FFS chiedono una lettera aggiuntiva in cui si preveda la condizione di una ripartizione dei costi basata sui rischi secondo le disposizioni della Confederazione per le aziende della Confederazione e le aziende sussidiate dalla Confederazione.

Sezione 2: Acquisizione di dati di base e misure Art. 10 Indennità per l’acquisizione di dati di base e misure da parte dei Cantoni

In merito al capoverso 1 sono pervenute diverse prese di posizione:

- lettera a: il Cantone BE e la CSP chiedono che vengano menzionate esplicitamente le «carte indicative dei pericoli» e le «carte dei pericoli»;

- lettera b: il Cantone ZH desidera che i costi legati alle indennità per casi di espropriazione siano disciplinati da misure (di pianificazione del territorio);

- lettera c: Anche in questa disposizione il Cantone GR propone di sostituire il termine «dispositivi di allarme» alla lettera c con «sistemi di sorveglianza», e il Cantone VS propone di completare il termine «dispositivi di allarme» alla lettera c con «sistemi di sorveglianza». Economiesuisse, l’ASEA e l’AES vorrebbero l’integrazione delle attività dei servizi di preallerta;

- lettera d: il Cantone SZ desidera stralciare questa disposizione, perché la manutenzione sarebbe compito delle autorità preposte alla sistemazione dei corsi d’acqua e la corrispondente indennità comporterebbe un onere sproporzionato per i Cantoni.

Il Cantone UR, d’altra parte, desidera che siano sovvenzionate anche le ispezioni periodiche delle acque e delle opere di costruzione.

La DCPA, la CFP e il Cantone UR fanno notare che nell’OSCA anche la manutenzione di opere e impianti di protezione dà diritto a indennità; trattandosi di una differenza rispetto all’OFo, chiedono un corrispondente adeguamento di quest’ultima.

Alpiq, l’ASEA e l’AES chiedono una precisazione della disposizione, affinché anche le centrali idroelettriche e i bacini di accumulazione siano considerati come opere di protezione se utilizzati per scopi di protezione contro le piene. L’USC chiede che la manutenzione comprenda anche le superfici rivierasche e le protezioni delle rive;

- lettera e: economiesuisse e l’AES suggeriscono di utilizzare il termine «vegetazione» in luogo di «alberi e arbusti»;

- lettera f: l’USC chiede che i mancati ricavi siano indennizzati non solo nelle aree di ritenzione ma anche negli spazi liberi. Il Cantone VS vorrebbe sostituire il termine «aree di ritenzione» con «spazi liberi»;

- lettera g: Alpiq, l’ASEA e l’AES auspicano una formulazione più ampia della disposizione, con la quale si menzionino oltre ai mancati ricavi anche i danni causati da un impatto sull’esercizio. economiesuisse e l’ASEA chiedono che l’abbassamento preventivo debba essere «prescritto». Il Cantone FR mette in discussione l’intera disposizione, a meno che non vi sia certezza sulle modalità di calcolo dei mancati ricavi.

In merito al capoverso 2:

- lettera a: la SIA vorrebbe che piuttosto del momento della realizzazione delle misure si indicasse la data del permesso di costruzione;

- lettera c: l’AICA chiede di sopprimere questa disposizione, dato che l’attuazione delle misure deve essere intesa come un tutt’uno fino alla definizione della pianificazione del territorio;

- lettera d: la DCPA, la CFP e il Cantone BE segnalano che a loro avviso in questa disposizione il termine «dispositivi di allarme» viene utilizzato in maniera non corretta. La DCPA, la CFP e i Cantoni BE, GL, GR, SG, UR e VS non trovano chiara la portata del concetto di «esercizio». Soprattutto con i sistemi di sorveglianza l’esercizio risulta