Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/25: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2025 · 40 pagine

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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2025 Rapporto sui risultati della procedura di consultazione OSCA

La DCPA, la CFP e i Cantoni AG e TG, propongono di sopprimere il termine «aiuti all’esecuzione» nel capoverso 3, preferendo che non siano indicati esplicitamente perché si tratta di una delle tante basi della Confederazione cui bisogna prestare attenzione.

Il Cantone VD fa notare che le infrastrutture critiche sono considerate dati sensibili, non necessariamente accessibili a tutti.

Art. 5 Misure di pianificazione del territorio

Il Cantone LU, le associazioni ambientaliste e la svu-asep chiedono che al capoverso 1 si reintroducano nell’OSCA lo «spazio riservato alle acque» e il riferimento alla LPAc, presenti nel testo vigente.

La svu-asep chiede che si definisca l’obbligo non solo per i Cantoni ma anche per i Comuni, menzionandoli esplicitamente; il Cantone VS desidera sostituire il termine «Cantoni» con «autorità specializzate competenti per la pianificazione del territorio e i permessi di costruzione».

Il Cantone ZG desidera che con l’integrazione «rischi in zone di pericolo» rimanga possibile uno sviluppo centripeto degli insediamenti. La CSP vorrebbe vedere menzionato che nelle attività di pianificazione del territorio si debbano considerare le carte dei pericoli e le carte indicative dei pericoli.

Pro Natura non trova comprensibile il termine «rischi inaccettabili», poiché a suo modo di vedere i rischi andrebbero ridotti come regola generale.

Per quanto riguarda gli spazi liberi di cui al capoverso 2, sono state presentate varie proposte di modifica. Economiesuisse e l’ASEA vorrebbero che si sostituisse «spazi liberi» con «corridoi di deflusso o zone di ritenzione».

La DCPA, la CFP e i Cantoni AR, BE, FR, VS, ZG e ZH accolgono con favore la delimitazione degli spazi liberi come misura di pianificazione del territorio, ma chiedono che la disposizione sia formulata in modo meno assoluto. Sottolineano che, soprattutto nelle aree edificate, è quasi impossibile creare tali spazi liberi. Evidenziano inoltre che sui rischi influisce non solo il tipo ma anche il grado di utilizzazione. I Cantoni ZG e ZH constatano che dal diritto in materia di pianificazione territoriale non è desumibile alcun obbligo in tal senso e chiedono una migliore conciliazione. Il Cantone VD vorrebbe che si precisasse che gli spazi liberi valgono anche per il ruscellamento superficiale.

L’USC chiede che non vengano delimitati spazi liberi in superfici per l’avvicendamento delle colture o in superfici coltive idonee. Vorrebbe inoltre che negli spazi liberi non ci fossero limitazioni all’utilizzazione agricola.

Art. 6 Misure organizzative

La DCPA, la CFP e il Cantone TG propongono che il capoverso 1 reciti «allestiscono pianificazioni d’emergenza» invece di «adottano misure organizzative». A loro parere, questo termine rappresenterebbe con più accuratezza gli sforzi cantonali esistenti. Il Cantone NW si esprime in modo simile e nella lettera a vorrebbe sostituire «piani d’intervento» con «pianificazioni d’emergenza». Il Cantone SZ auspica che si ponga maggiormente l’accento sul salvataggio di vite umane.

Il Cantone GR propone di sostituire il termine «dispositivi di allarme» alla lettera c con «sistemi di sorveglianza», e il Cantone VS propone di completare il termine «dispositivi di allarme» alla lettera c con «sistemi di sorveglianza». Questo termine è più ampio e comprende anche sistemi di misurazione, osservazione o monitoraggio. Economiesuisse, l’ASEA e l’Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) propongono l’integrazione «servizi di preallerta».

Le associazioni ambientaliste propongono una nuova lettera e, nella quale definire le procedure e i criteri per le misure successive a eventi tese ad aumentare la resilienza del sistema. Ritengono che ciò includa spazi riservati alle acque adattati o la rimozione di infrastrutture dalla zona di pericolo.