Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine

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5.1.6. Nessun contrasto della migrazione secondaria

AsyLex segnala che non sono disposizioni più severe a scoraggiare i richiedenti l’asilo dall’intraprendere percorsi di migrazione secondaria. In tal senso, vi sono incentivi ben più determinanti, come condizioni sfavorevoli negli Stati di accoglienza e la presenza di familiari o reti sociali etniche nel Paese di destinazione. Per ridurre la migrazione secondaria, suggerisce di estendere il concetto di «familiari» almeno a fratelli e sorelle adulti e di contemplare i coniugi nell’ambito delle disposizioni sulle persone a carico. Anche PS, Conferenza dei vescovi svizzeri, CSP, J+P, OSAR e Parlamento dei rifugiati sono dell’avviso che il Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE parta dai presupposti sbagliati per quanto riguarda il contrasto alla migrazione secondaria: chi continua a spostarsi lo fa, in molti casi, in risposta a condizioni di accoglienza sfavorevoli, al mancato accesso a una procedura d’asilo (corretta), alla minaccia di violenza o alla violenza subita nonché a violazioni dei diritti umani. Le persone, inoltre, cercano di raggiungere altri Paesi quando hanno familiari e conoscenti ad attenderle; anche in questo caso, Parlamento dei rifugiati ritiene che la ripartenza sia una scelta positiva, perché aumenta le probabilità di integrazione.

5.1.7. Definizione di «familiare» (art. 2 par. 8 e art. 34 regolamento AMMR) e ricongiungimento familiare

Esclusione di fratelli, sorelle e famiglie formate successivamente all’arrivo in Svizzera

Pur plaudendo all’estensione della definizione, AsyLex e CSP deplorano che fratelli e sorelle continuino a non essere considerati familiari e ritengono che sia invece necessario inserirli a loro volta nella definizione. AsyLex si rammarica invece per via del fatto che le relazioni non ancora riconosciute formalmente dallo Stato continuino a essere escluse dalla definizione di «familiare» nel quadro delle persone a carico (art. 34 regolamento AMMR) e rimanda alla sentenza della CGUE nella causa C-745/21 del 16 febbraio 2023. PEV, PS, ACES, OSAR e Parlamento dei rifugiati accolgono con favore l’adeguamento della definizione di «familiare»; tuttavia, lamentano che non comprenda le famiglie formate successivamente all’arrivo in Svizzera. Anche FIZ e Plateforme Traite sono favorevoli alla nuova definizione. Nel contesto

di cui sopra, ACES, CSP, FIZ, OSAR, Parlamento dei rifugiati e Plateforme Traite ritengono

che, in determinati casi, sussista l’obbligo di garantire l’unità familiare e di non separare le famiglie ai sensi dell’articolo 8 CEDU.

Anche ACNUR è favorevole alla nuova definizione e suggerisce di trasporre questa parte del regolamento AMMR pur non essendo obbligatorio. In questo modo, l’interpretazione e l’attuazione delle norme in materia di competenza sarebbe uniforme per tutti gli Stati che partecipano al sistema Dublino e le famiglie non verrebbero separate.

Armonizzazione del concetto di famiglia nella LStrI e nella LAsi Coalizione asilo+Pikett Asyl, elisa-asile, FPABS, FPAZH, Giuristi e giuriste democratici svizzeri, ODAS, SCCFA, Solidaritätsnetz Bern, Solinetz Luzern e sosf accolgono con

favore la nuova definizione di «familiare»; tuttavia, invitano ad armonizzare le disposizioni rilevanti della LStrI e della LAsi alla luce dei criteri e delle definizioni di cui all’articolo°2 del regolamento AMMR. I Verdi sostengono questa richiesta. CSP ritiene che anche gli elementi di prova richiesti per tutte le procedure di ricongiungimento familiare debbano essere armonizzati.

I Verdi, Coalizione asilo+Pikett Asyl, elisa-asile, FPABS, FPAZH, Giuristi e giuriste democratici svizzeri, ODAS, SCCFA, Solidaritätsnetz Bern, Solinetz Luzern e sosf

ritengono che la definizione debba includere anche i nuclei costituiti durante la fuga nonché i genitori o altri adulti responsabili dei minori richiedenti protezione.