Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/9: Ordinanza sulle misure tese a ridurre il consumo di energia elettrica nella radiocomunicazione mobile · 14 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 10Fedlex · Rapporto sui risultati

Art. 1

L’Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) e Eniwa SA sottolineano che è fondamentale garantire la radiocomunicazione mobile durante l’attuazione delle misure di gestione «contingentamento immediato» e «contingentamento», soprattutto per i piccoli gestori della rete di distribuzione. La disattivazione delle frequenze nelle bande alte dei 2600 MHz e dei 3600 Mhz può limitare l’operatività dei gestori della rete di distribuzione interessati, in quanto lo scambio di comunicazioni con mezzi di gestione del settore dell’approvvigionamento elettrico funziona in parte tramite radiocomunicazione mobile (GMS, UMTS). Questa è ancora utilizzata anche nel settore delle infrastrutture del gas, principalmente a scopo di monitoraggio dell’approvvigionamento. Per questo motivo l’AES chiede disposizioni transitorie nell’ambito dell’attuazione della presente ordinanza, affinché i gestori della rete di distribuzione interessati possano adeguare di conseguenza la gestione operativa basata sulla tecnologia GMS/UMTS. Eniwa SA chiede di rinunciare alle misure previste dalla presente ordinanza.

Alcune organizzazioni criticano l’utilizzo di blocchi DNS per ridurre il traffico dati. Swico fa presente che è opportuno rinunciare a un impiego crescente dei blocchi DNS in altri contesti.

Dal momento che i blocchi DNS possono essere elusi, Digitale Gesellschaft, CCIA e il consigliere nazionale F. Grüter ritengono che questi non rappresentino la soluzione tecnica più efficace per attuare le misure e i risparmi di elettricità in caso di penuria di energia elettrica. Per questo motivo i partecipanti chiedono di rinunciare ai blocchi DNS previsti, anche in presenza di una base legale in merito. Secondo Digitale Gesellschaft e un privato cittadino, i blocchi DNS costituiscono una violazione sproporzionata e ingiustificata dei diritti fondamentali.

Il consigliere nazionale F. Grüter chiede che, se verranno mantenuti i blocchi DNS previsti, si proceda secondo regole chiare, basate su analisi fondate e coinvolgendo il settore interessato. In tal caso swico ritiene indispensabile che i blocchi DNS vengano disposti, come previsto, in modo scaglionato, dal livello 1 al livello 3, e con la massima prudenza rispetto al termine di attuazione e di adeguamento nonché alle conseguenze nell’ambito della qualità della copertura.

Come misura alternativa e più mirata, CCIA suggerisce che la Confederazione incoraggi gli utenti a usare la rete fissa o il Wi-Fi anziché la rete mobile. Secondo il partecipante, l’impiego combinato di rete fissa e Wi-Fi è dieci volte più efficiente dal punto di vista energetico rispetto alla radiocomunicazione mobile e consentirebbe quindi un certo risparmio energetico. Come misura aggiuntiva, le società di telecomunicazione potrebbero dare la priorità al proprio traffico vocale all’interno delle loro reti. Digitale Gesellschaft chiede inoltre che i servizi di streaming siano obbligati a trasmettere con qualità inferiore.

La Commissione della concorrenza (COMCO) auspica invece una riformulazione sostanziale dell’articolo 1 e propone nuove misure di intervento tese a ridurre il volume di dati che interferiscano in misura minore con la libertà economica e con la concorrenza. In tale contesto i blocchi DNS devono essere utilizzati solo come «ultima ratio».

Come misura di livello 1 la COMCO propone che, durante il periodo transitorio di due settimane, i concessionari di radiocomunicazione mobile concludano accordi per la riduzione individuale con i singoli fornitori responsabili della maggior parte del volume di dati. Così facendo, il mondo economico avrebbe la possibilità di concordare misure adeguate che limitino il meno possibile il funzionamento dell’economia nel suo complesso. Nell’ambito degli accordi il potere negoziale dei concessionari di radiocomunicazione mobile deve essere rafforzato da ulteriori misure unilaterali da adottare qualora non si riesca a raggiungere un’intesa con i singoli fornitori.

Come misura di livello 2 la COMCO prevede di ridurre la larghezza di banda messa a disposizione per contenuti dei clienti finali con il volume di dati più elevato, qualora questi costituiscano in totale il 50 per cento del traffico della rete. Si tratterebbe in particolare di grandi fornitori di contenuti che, attraverso la rete, diffondono contenuti audio e audiovisivi o mettono a disposizione aggiornamenti di software. Se i concessionari stessi trasmettono contenuti attraverso la rete mobile e rientrano tra i fornitori di contenuti con il maggior volume di dati, anche a loro devono essere applicate le stesse misure.

Il livello 3 comprende la limitazione della larghezza di banda presso i punti di trasmissione della rete. Questa misura entrerebbe in vigore se i fornitori di contenuti cercassero di immettere flussi di dati nella rete dei concessionari di radiocomunicazione mobile attraverso altri sistemi autonomi, eludendo così le