Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/9: Ordinanza sulle misure tese a ridurre il consumo di energia elettrica nella radiocomunicazione mobile · 14 pagine

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2.2 Partiti politici

I partiti politici che hanno espresso un parere in merito all’ordinanza sono l’Unione Democratica di Centro (UDC), il Partito Socialista Svizzero (PS) e il Partito Pirata Svizzero. L’UDC e il PS accolgono con favore e appoggiano l’ordinanza. Il Partito Pirata ritiene invece che la documentazione dell’ordinanza sia in generale troppo lacunosa e dubita che le misure previste, in particolare i blocchi DNS, siano proporzionali e garantiscano il rispetto dei diritti fondamentali.

Secondo l’UDC la priorità va riposta nel buon funzionamento delle telecomunicazioni, che rappresentano la base fondamentale di quasi tutti i servizi destinati alla popolazione e all’economia del Paese. Anche durante una penuria di energia elettrica la società svizzera deve quindi avere accesso, il più a lungo possibile senza restrizioni, ai servizi fondamentali per il funzionamento del sistema. Per l’UDC è innegabile che, senza questa regolamentazione, le ripercussioni di una penuria di elettricità sulla stabilità della rete e sulla qualità della fornitura sarebbero molto più drastiche e imprevedibili. Reputa quindi oggettivamente giustificate le misure previste per la radiocomunicazione mobile.

Il PS e l’UDC approvano che la presente ordinanza si fondi sulla strategia elaborata dall’industria delle telecomunicazioni e che l’Amministrazione federale e il settore interessato abbiano trovato una soluzione efficace di comune accordo.

Art. 1

Il Partito Pirata chiede che la documentazione dell’ordinanza venga integrata con dati concreti su possibili risparmi di elettricità, con particolare riferimento ai blocchi DNS.

Il Partito Pirata è critico nei confronti dei blocchi DNS previsti: da un lato dubita della loro proporzionalità ed efficacia nel ridurre il traffico dati, dall’altro teme una censura ingiustificata dei social network attraverso l’impiego dei blocchi DNS. Il Partito Pirata ritiene che il blocco di queste offerte rappresenti una grave ingerenza nelle libertà di opinione e di informazione, che non dovrebbe essere usato per scopi sempre più ampi. Pensa inoltre che sarebbe più ragionevole invitare la popolazione al risparmio energetico su base volontaria o imporre un divieto di utilizzo della televisione anziché introdurre blocchi DNS.

Allegato

Per quanto concerne la lista dei nomi di dominio da bloccare, secondo il Partito Pirata mancano i criteri adeguati per creare una base legale sufficientemente certa da giustificare la limitazione dei diritti fondamentali. A tal proposito è importante regolamentare esplicitamente nel testo dell’ordinanza la condizione menzionata nel rapporto esplicativo secondo la quale l’elenco contiene i nomi di dominio che generano il maggior traffico di dati mobili.