Rapporto esplicativo - ORRPChim (Concimi)

Consultazione 2025/123: Pachetto d’ordinanze in materie ambientale, autunno 2026 · 11 pagine

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categoria funzionale del prodotto 2 (PFC 2). L’ORRPChim disciplina nell’allegato 2.6 l’impiego di concimi, nonché divieti e deroghe al riguardo.

In linea di principio, l’impiego di concimi nel bosco è vietato (art. 18 della legge forestale, [LFo, RS 921.0] in combinato disposto con l’art. 25 dell’ordinanza sulle foreste [OFo, RS 921.01] e all. 2.6 n. 3.3.1 cpv. 5 ORRPChim). Tuttavia, esistono già oggi deroghe all’impiego di concimi nel bosco, disciplinate dall’ORRPChim. Per lo spargimento di calce su suoli estremamente acidificati viene introdotta un’ulteriore deroga.

3 Diritto comparato, in particolare con il diritto europeo

Il diritto UE non disciplina esplicitamente lo spargimento di calce nel bosco. Esistono tuttavia regolamentazioni indirette che riguardano la protezione dell’ambiente, del suolo e delle acque e che possono quindi influire sulla calcitazione dei boschi. A titolo di esempio si possono citare la direttiva quadro sulle acque (2000/60/CE7) e la direttiva sugli habitat (92/43/CEE8).

La regolamentazione concreta per lo spargimento di calce nei boschi è di competenza degli Stati membri dell’UE. In Germania, la calcitazione dei suoli boschivi è uno strumento consolidato per la compensazione delle emissioni acide esterne. Vanno osservate le disposizioni della legge federale sulle foreste nonché le leggi e le direttive forestali. Va inoltre osservato che la prassi e le procedure di omologazione variano notevolmente da un Land all’altro9.

Anche in Austria la calcitazione nei boschi è consentita, a condizione che serva a salvaguardare o migliorare il suolo boschivo e sia ecologicamente sostenibile.

In Francia, come in Austria, lo spargimento di calce nei boschi non è generalmente vietato, ma è severamente regolamentato, in particolare dal punto di vista della protezione della natura, del suolo e delle acque. Il diritto francese consente la calcitazione solo se è consona al luogo, serve a proteggere o ripristinare le funzioni della foresta e non provoca danni al suolo, all’acqua o alla biodiversità.

Nel diritto italiano non esiste una regolamentazione nazionale esplicita sulla calcitazione dei suoli forestali, ma diverse disposizioni di legge la riguardano indirettamente, in particolare quelle relative alla tutela dell’ambiente, delle foreste e della natura. Lo spargimento di calce nei boschi è consentito come misura di gestione forestale sostenibile, purché sia giustificato dal punto di vista ecologico e affiancato da un supporto tecnico.

7 Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, GU L 327 del 22.12.2000; modificata da ultimo dalla direttiva 2014/101/UE, GU L 311 del 31.10.2014, pag. 32.

8 Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, GU L 206 del 22.7.1992; modificata da ultimo dalla direttiva (UE) 2025/1237, GU L, 2025/1237 del 24.6.2025.

9 Puhlmann H., Hartmann P., Mahlau L., von Wilpert K., Huber A., Moos J.H., Jansone L., Drews L. 2021. Regenerationsorientierte Bodenschutzkalkung in den Wäldern Baden-Württembergs. Berichte Freiburger Forstliche Forschung 104.