Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/31: 21.470 n Iv. Pa. Roduit. La violazione delle condizioni di lavoro obbligatorie costituisce una concorrenza sleale qualificata e deve essere perseguita penalmente · 17 pagine
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standard vengano ora portati a livello di legge nell’ambito della revisione LCSl. Ciò viola il principio della gerarchia delle norme e mina la coerenza della legislazione. Un tale cambiamento di paradigma – che permetterebbe di fatto alle parti sociali di definire gli standard rilevanti per il diritto penale attraverso i CCL – non è ammissibile né a livello politico né a livello costituzionale.
4.1.1.7 Obiezioni all’articolo 7a capoverso 2 PP-LCSl
GE si oppone alla proposta di minoranza: i dipendenti e le associazioni firmatarie non sono né concorrenti, né fornitori, né clienti, e quindi non sono gruppi target della LCSl.
SH, SO, TG, TI, VD, ZH, Centre Patronal, constructionromande, EIT.swiss, FER; FMB,
ASIPG e SwissHoldings respingono la proposta di minoranza (art. 7a cpv. 2 PP-LCSl): l’obiettivo è quello di rafforzare la concorrenza leale, mentre l’articolo 7a capoverso 2 PP-LCSl riguarda l’estensione dei diritti dei lavoratori e, pertanto, non è pertinente.
VD sostiene che il meccanismo previsto da questo capoverso potrebbe rendere notevolmente più difficile la corretta applicazione della legge e sollevare problemi di protezione della personalità e dei segreti aziendali.
4.1.2 Pareri positivi
4.1.2.1 Articolo 7a capoverso 1 PP-LCSl
Per LU l’articolo 7a LCSl indica chiaramente quali sono le condizioni di lavoro che, se non rispettate, prevedono la punibilità in relazione all’articolo 23 LCSl.
BS, FR, GE, VD, SZ, PEV, FER e Società svizzera impiegati di commercio condividono
l’obiettivo dell’iniziativa parlamentare di rafforzare la piazza economica svizzera estendendo le conseguenze legali del mancato rispetto delle condizioni di lavoro obbligatorie dal diritto civile a quello penale. La prevista modifica della legge è un modo sensato per colmare una lacuna legislativa esistente. Le autorità del mercato del lavoro responsabili dell’applicazione delle disposizioni sulle condizioni di lavoro obbligatorie non sempre hanno gli strumenti per farle rispettare. Un’ulteriore possibilità di far valere le condizioni di lavoro obbligatorie ai sensi della LCSl è quindi uno strumento utile per proteggere il mercato del lavoro e l’economia, così come viene accolto il mantenimento della normativa vigente di cui all’articolo 7 LCSl.
Per GL, VD, ZH, EIT.swiss, ASI e Travail.Suisse le condizioni di lavoro obbligatorie non devono essere applicate solo in base al diritto civile, ma anche perseguite in base al diritto penale se portano alla concorrenza sleale. Il mancato rispetto delle condizioni di lavoro obbligatorie potrebbe creare una situazione di concorrenza sleale e distorta. Ad esempio, i datori di lavoro che non rispettano i salari minimi e versano ai loro dipendenti una retribuzione inferiore possono offrire i loro servizi a un prezzo più vantaggioso rispetto ai concorrenti adempienti. Lo stesso vale se viene conseguito un risparmio a scapito della sicurezza sul lavoro dei dipendenti e, di conseguenza, si possono offrire merci e servizi a prezzi inferiori.
JU, I VERDI Svizzera, PSS e USS ritengono che la mancanza di disposizioni veramente vincolanti contro le aziende che cercano di trarre profitto dal mancato rispetto delle condizioni di lavoro possa portare a un livellamento verso il basso degli standard sociali. È fondamentale contrastare questa tendenza: il progetto deve proteggere dalla concorrenza sleale non solo le