Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/31: 21.470 n Iv. Pa. Roduit. La violazione delle condizioni di lavoro obbligatorie costituisce una concorrenza sleale qualificata e deve essere perseguita penalmente · 17 pagine
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Sintesi
La maggior parte dei 61 partecipanti alla procedura di consultazione esprime parere contrario al progetto della Commissione. A fronte di 12 Cantoni favorevoli, 14 si dichiarano contrari. Per quanto riguarda i partiti, PSS, I VERDI Svizzera e PEV accolgono il progetto, mentre PLR e UDC lo respingono. Tra le associazioni dei datori di lavoro, i voti contrari alla proposta sono stati nettamente maggioritari, mentre le associazioni dei lavoratori sostengono decisamente il progetto.
I pareri favorevoli sottolineano che il progetto preliminare colma una lacuna normativa e offre uno strumento utile per far rispettare le condizioni di lavoro obbligatorie senza creare nuovi obblighi per le aziende, aspetto indispensabile per garantire una concorrenza sana e leale tra le imprese e per evitare che le aziende che non rispettano le condizioni di lavoro prescritte possano distorcere la concorrenza. Si tratta di uno strumento con effetto deterrente: in effetti la procedura civile non sarebbe sufficiente e richiederebbe troppo tempo. Il progetto rafforza la tutela dei lavoratori, garantisce la credibilità dei contratti collettivi di lavoro (CCL) e crea condizioni competitive eque per le aziende che agiscono correttamente. I sostenitori dell'articolo 7a capoverso 2 del progetto preliminare legge contro la concorrenza sleale (PP- LCSl) sottolineano che solo ricevendo le informazioni i dipendenti possono far valere i loro diritti e che il libero mercato può funzionare soltanto se tutte le persone coinvolte sono ugualmente informate. Diversi partecipanti chiedono anche un disciplinamento più ampio, in base al quale anche le parti dei CCL e le commissioni paritetiche vengano informate sulle condanne di un’azienda.
Chi si oppone al progetto sottolinea che esistono già basi giuridiche sufficienti (diritto penale, civile e amministrativo) e competenze di esecuzione ben funzionanti per garantire il rispetto delle condizioni di lavoro obbligatorie, disapprova in parte la formulazione dell’articolo 7a e deplora il fatto che non siano state chiarite le questioni relative all’attuazione e all’esecuzione. Si teme, fra le altre cose, un maggiore carico per le autorità di perseguimento penale. Inoltre, viene criticata la subordinazione dei CCL alle disposizioni del diritto penale: i CCL sono accordi di diritto privato e spetta alle commissioni paritetiche verificare il rispetto dei CCL e imporre eventuali sanzioni in caso di violazione. Il progetto preliminare crea il rischio di una doppia condanna e fa temere un indebolimento del partenariato sociale e una tensione nelle relazioni tra datori di lavoro e lavoratori a livello aziendale. L'articolo 7a capoverso 2 è oggetto di critiche anche perché non affronta il tema centrale del progetto preliminare, vale a dire il rafforzamento della concorrenza leale, ma piuttosto l’espansione dei diritti dei lavoratori, discostandosi così dall’obiettivo.
1 Introduzione
Con la lettera del 30 aprile 2025 il presidente della Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha invitato i Cantoni, i partiti, le organizzazioni mantello di Comuni, città e regioni di montagna, le organizzazioni mantello dell’economia e le altre cerchie interessate a esprimere un parere sulla modifica della legge federale contro la concorrenza sleale (LCSl) nel quadro della procedura di consultazione.
Il progetto preliminare prevede l’introduzione, nella LCSl, di un nuovo articolo 7a sufficientemente preciso per dichiarare penalmente perseguibili le violazioni delle condizioni di lavoro obbligatorie. Introducendo un nuovo articolo e modificando di conseguenza l’articolo 23 LCSl viene attuata la richiesta dell’iniziativa parlamentare 21.470, ossia la possibilità di perseguire penalmente l’inosservanza delle condizioni di lavoro. Rimane invariata