Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/31: 21.470 n Iv. Pa. Roduit. La violazione delle condizioni di lavoro obbligatorie costituisce una concorrenza sleale qualificata e deve essere perseguita penalmente · 17 pagine
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chiarezza chi debba essere punito. La disposizione contiene termini giuridici poco precisi, come «salari» e «prestazioni pecuniarie», compromettendo così la certezza del diritto. Inoltre, molte norme di diritto del lavoro vincolanti in modo semi-imperativo non soddisfano i requisiti di chiarezza necessari per la punibilità secondo l’articolo 1 CP.
AI spiega che la proposta di minoranza è caratterizzata da diverse ambiguità nella formulazione: non viene definito chi siano i «lavoratori interessati» da informare in caso di violazione, né in quale forma e da chi debbano essere fornite le «informazioni».
AI, BL, NE, SH, SG deplorano il fatto che l’articolo proposto presupponga l’influenza di una concorrenza leale e inalterata come elemento costituivo della violazione. Tutte le fattispecie speciali di cui agli articoli 3-8 LCSl si applicherebbero dunque soltanto se la concorrenza leale e inalterata risultasse compromessa. Una menzione separata nell’articolo 7a PP-LCSl non è necessaria e porterebbe piuttosto a difficoltà di interpretazione rispetto agli altri articoli.
SG sostiene che dimostrare un’influenza concreta sulla concorrenza leale e inalterata per ogni fattispecie che viola l’articolo 7a lettere a e b in combinato disposto con l’articolo 23 capoverso 1 PP-LCSl nella procedura penale sarebbe non soltanto irrealistico in termini di prova, ma anche irrealizzabile in termini di capacità delle autorità di perseguimento penale.
SBC rileva che l’articolo 7a PP-LCSl non riporta la precisazione dell’articolo 7 LCSl «imposte anche al concorrente».
4.1.1.3 Problema posto dalla querela di parte e dall’esigenza del dolo
OW e UR deplorano il fatto che la struttura della disposizione penale dell’articolo 7a PP-LCSl, in quanto reato a querela di parte, richieda un’azione attiva della parte lesa durante l’intera procedura dinnanzi alle autorità di perseguimento penale e ai tribunali penali.
Per CMP il perseguimento penale non deve dipendere solo dall’iniziativa di un concorrente e l’accertamento dei fatti non deve essere lasciato alle sole autorità giudiziarie. Le indagini devono essere svolte da enti pubblici (ispezioni paritetiche o ispettorati del lavoro, ecc.) in grado di segnalare i casi gravi alle autorità di perseguimento penale. Tuttavia, la disposizione penale non rientrerebbe nel diritto della concorrenza, ma nel diritto del lavoro.
Per OW e UR dimostrare all’atto pratico che il mancato rispetto delle condizioni di lavoro è stato intenzionale e che l’azienda interessata ha in tal modo influito sulla concorrenza leale e inalterata è estremamente difficile e quindi porterebbe regolarmente all’assoluzione o all’interruzione della procedura penale con conseguenze economiche per la parte soccombente.
PLR teme che anche violazioni minori o involontarie possano diventare reati penali. Estendere l’applicabilità alle violazioni per negligenza rende notevolmente più difficile fornire prove nei procedimenti penali e comporta elevati costi legali per le aziende.
4.1.1.4 Carico aggiuntivo per le autorità di perseguimento penale BS, BL, GR, NW, OW, SH, TG, TI, VD, ZG, Centre Patronal, GastroSuisse, HotellerieSuisse, SBC, UPSC, CMP, swissstaffing e VOSU sostengono che l’estensione
del diritto penale LCSl alle questioni di diritto del lavoro di diritto privato comporti un carico aggiuntivo per le autorità cantonali di perseguimento penale, con ingenti costi supplementari per i Cantoni. La modifica proposta è in contrasto con gli sforzi compiuti a livello nazionale per