Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/37: Modifica della legge federale sugli istituti finanziari · 107 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la modifica della legge sugli istituti finanziari
interessante. Nell’avamprogetto, l’autorizzazione fintech viene dunque rimossa dalla LBCR e inserita nella legge del 15 giugno 2018 sugli istituti finanziari (LIsFi) come nuova categoria di autorizzazione degli istituti per mezzi di pagamento. A livello di contenuto i requisiti in termini di autorizzazioni e attività definiti per questa nuova categoria di autorizzazione sono simili a quelli previsti finora per gli istituti tecnofinanziari, ma sono state apportate importanti modifiche puntuali volte a migliorare la protezione dei clienti e l’attrattiva (per maggiori dettagli v. le considerazioni esposte di seguito).
Gli istituti per mezzi di pagamento, così come oggi gli istituti tecnofinanziari, accettano averi a titolo professionale senza corrispondere interessi su di essi e possono investirli solo rispettando determinate limitazioni. La classica attività di trasformazione delle scadenze è dunque, come di consueto, riservata alle banche.
Sempre analogamente a quanto già consentito oggi agli istituti tecnofinanziari, in futuro anche gli istituti per mezzi di pagamento potranno offrire diversi servizi, in particolare servizi di pagamento, ma, in aggiunta, potranno anche emettere e conservare un tipo specifico di stablecoin, i cosiddetti mezzi di pagamento crittografici di valore stabile.
Data la particolarità dell’attività svolta dagli istituti per mezzi di pagamento, a questi non si applica il principio dell’autorizzazione a cascata sancito dalla LIsFi. Ciò significa quindi che nessun altro istituto finanziario potrà operare come istituto per mezzi di pagamento (né emettere mezzi di pagamento crittografici di valore stabile) senza aver prima ottenuto un’apposita autorizzazione ad hoc (v. considerazioni al n. 1.2.1). L’attività svolta finora dalle banche, ossia l’accettazione di averi del pubblico e il traffico dei pagamenti, non subisce alcuna modifica. Tuttavia, sebbene occupino la posizione più alta nella gerarchia delle autorizzazioni, le banche dovranno comunque istituire un’entità giuridica propria e ottenere l’autorizzazione quali istituti per mezzi di pagamento per questa entità se vogliono emettere mezzi di pagamento crittografici di valore stabile (v. commenti all’art. 6 AP-LIsFi). Con questa separazione rigorosa tra attività bancaria e attività quale istituto per mezzi di pagamento si intende evitare che gli averi del pubblico e gli averi dei clienti si mescolino tra loro quando a operare è la stessa persona giuridica. È lecito presumere che, per una banca titolare di un’autorizzazione, la costituzione di una filiale che adempia i requisiti di un istituto per mezzi di pagamento non rappresenti un ostacolo eccessivo.
Inoltre si prevede l’elaborazione di due regimi derogatori a livello di ordinanza: da un lato saranno stabilite delle eccezioni generali all’obbligo di autorizzazione per gli istituti per mezzi di pagamento, dall’altro saranno stabilite delle eccezioni per l’emissione di mezzi di pagamento crittografici di valore stabile. Se una stablecoin rientra in una di queste eccezioni, non sarà considerata un mezzo di pagamento crittografico di valore stabile bensì, in determinati casi, un bene crittografico di negoziazione (v. le considerazioni esposte di seguito sugli istituti di servizi per beni crittografici).
La particolarità della nuova categoria di autorizzazione degli istituti per mezzi di pagamento è che, rispetto a quanto previsto finora per gli istituti tecnofinanziari, è stato introdotto lo scorporo del patrimonio dei clienti al fine di proteggerli maggiormente: gli averi dei clienti accettati costituiscono un patrimonio distinto che deve essere conservato separatamente dai fondi propri dell’istituto per mezzi di pagamento e che, in caso di fallimento di quest’ultimo, viene scorporato e non rientra nella massa del fallimento (per maggiori dettagli v. commenti all’art. 51q AP-LIsFi).
Obblighi per gli istituti per mezzi di pagamento in generale
I requisiti in termini di autorizzazioni e attività per un istituto per mezzi di pagamento sono in gran parte simili a quelli finora previsti per gli istituti tecnofinanziari. L’obbligo principale degli istituti per mezzi di pagamento è conservare in modo sicuro gli averi accettati. Questi ultimi