Rapporto intermedio

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 30Fedlex · Rapporto sui risultati

zione svizzera, CP, die plattform, FAE, GastroSuisse, H+, Commercio Svizzera, HotellerieSuisse, Interpharma, Operation Libero, privatim, scienceindustries, Solidarität ohne Grenzen, Suisseculture, Swissmem, Syna, Taskforce Culture, transfair) sono favorevoli alla modifica dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) e alla sua attuazione nel diritto svizzero.

27 partecipanti (tra cui SZ, NW, UDC, USAM, USC, BVAR, GVZ, PSL, Swiss Beef, Verein Bilaterale III Nein) si oppongono alla modifica dell’ALC e alla sua attuazione nel diritto svizzero.

Alcuni partecipanti (tra cui CdC, NE, JU, Associazione dei Comuni, UCS, USI, CVCI, Swissmem) accolgono con favore le eccezioni previste per il recepimento della direttiva 2004/38/CE, mentre altri (tra cui PS, Solidarität ohne Grenzen) criticano il fatto che il recepimento sia solo parziale. L’USAM e la VFAS sono per lo statu quo.

La CdC, i cantoni SO, NW, VD, il PLR, il PVL, l’UCS, il SAB, economiesuisse, l’USI, l’USAM e alcune cerchie interessate (tra cui CVCI, die plattform, H+, Commercio Svizzera, Interpharma, FST, Swissmem, IHK St. Gallen-Appenzell) si pronunciano a favore di una libera circolazione delle persone orientata al mercato del lavoro, mentre i Verdi al riguardo si mostrano critici. Bussola Europa ritiene che la nozione di attività lucrativa così come concepita dalla giurisprudenza della CGUE non rispecchi le aspettative della popolazione svizzera; quest’ultima, infatti, chiede che l’immigrazione sia orientata al mercato del lavoro. Per quanto riguarda l’impatto della libera circolazione delle persone sull’immigrazione in Svizzera, alcuni partecipanti (Travail.Suisse, transfair) sottolineano un aumento della precarietà economica dei lavoratori dell’UE, mentre altri (CdC, UR) ritengono che le ripercussioni dell’immigrazione su infrastrutture, alloggi e trasporti vadano compensate con misure adeguate, che i Cantoni particolarmente esposti alla problematica vadano sostenuti (TI) e che vada mobilitata maggiormente la manodopera nazionale (TG); NW chiede che le conseguenze della libera circolazione delle persone vengano monitorate periodicamente. L’USC e alcune cerchie interessate (tra cui PSL, ZBV, GVZ, BVAR, Swiss Beef) ritengono che la gestione dell’immigrazione sia ancora più complessa e sottolineano che non sono previsti meccanismi di controllo efficaci per impiegare la manodopera secondo le esigenze specifiche di ogni settore.

In merito alle ripercussioni della libera circolazione delle persone sull’aiuto sociale, alcuni partecipanti (CdC, NW, GL, BL, VD) ritengono che il recepimento della direttiva 2004/38/CE comporterà un aumento dei costi per l’aiuto sociale e chiedono un monitoring (CdC, GL, BL, UCS). TI sottolinea il rischio elevato di abusi nel settore dell’aiuto sociale e la necessità di introdurre controlli più rigorosi. Altri partecipanti (tra cui ZBV, GVZ, USAM, Swissmem) criticano l’impatto indiretto dell’immigrazione sulle assicurazioni sociali e sul sistema sanitario, nonché il legame tra sicurezza sociale e diritto di soggiorno (tra cui Travail.Suisse, Syna, transfair).

Per quanto riguarda le ripercussioni finanziarie e sull’effettivo del personale, alcuni partecipanti prevedono un aumento sia della mole di lavoro per le autorità cantonali di migrazione sia dei costi per i Cantoni – che BS ritiene essere sottostimati –, e sottolineano la necessità di prevedere indennizzi per i Cantoni (CdC, OW, NW, VS, NE, TI), di ripartire equamente gli oneri tra Confederazione e Cantoni (VD), di adottare misure