Rapporto intermedio

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 32Fedlex · Rapporto sui risultati

La CdC e i Cantoni FR, VD, VS, NE e JU plaudono in particolare alla possibilità per i Cantoni di richiedere al Consiglio federale la verifica dell’attivazione della clausola di salvaguardia. Inoltre, la CdC ritiene che il Consiglio federale dovrebbe esaminare anche la fissazione di valori soglia regionali, al fine di tenere conto delle peculiarità dei Cantoni di frontiera, come richiesto anche da NE.

Tra i partiti, il PEV, il PLR e il PVL sono sostanzialmente favorevoli alla clausola di salvaguardia, mentre l’UDC, i Verdi e il PS si dicono contrari per ragioni differenti. Per Il Centro la clausola non è che il minimo auspicabile.

L’Associazione dei Comuni e l’UCS si dichiarano a favore della clausola di salvaguardia concretizzata e della modalità con cui s’intende attuarla a livello nazionale. L’Associazione dei Comuni considera importante che tale clausola venga davvero applicata, e senza ritardi, al fine di evitare ripercussioni negative per i Comuni.

La SIC e Travail.Suisse si dicono piuttosto favorevoli alla clausola di salvaguardia, mentre l’USAM e l’USS sono più critici. Economiesuisse, l’USI e l’ASB non prendono una posizione netta nel loro parere. L’USAM e l’USI sottolineano che la clausola di salvaguardia non deve compromettere l’accesso a personale qualificato assolutamente indispensabile. Economiesuisse chiede in generale un esame approfondito dell’impostazione della clausola di salvaguardia concretizzata, con particolare riferimento alla richiesta dei Cantoni di esaminare l’attivazione della clausola e alla consultazione delle parti sociali cantonali. L’USS ritiene che l’attuazione pratica della clausola di salvaguardia nella legislazione in materia di stranieri potrebbe comportare problemi considerevoli. Secondo Travail.Suisse, in presenza di gravi difficoltà derivanti dall’attuazione dell’ALC è essenziale intervenire prontamente, esaminando e attuando efficaci misure di politica interna.

La CdC e i Cantoni GL, BS, SO, TI, VS, NE e JU chiedono che il Consiglio federale coinvolga i Cantoni nell’attuazione a livello nazionale (tra cui nell’elaborazione dell’ordinanza di attuazione, nella definizione degli indicatori e dei valori soglia, nel monitoring). Il Centro invita inoltre a coinvolgere le parti sociali e a consultare le commissioni parlamentari. Dal canto suo, l’UCS chiede di interpellare anche le città nella procedura relativa alla clausola di salvaguardia. Tra le associazioni mantello dell’economia, economiesuisse, l’USAM, l’USI e Travail.Suisse esortano a coinvolgere i settori interessati e le parti sociali nazionali e cantonali nell’attuazione a livello nazionale. Inoltre, alcune Camere di commercio cantonali esprimono il desiderio di essere coinvolte qualora interessate dalla clausola di salvaguardia.

BS e JU esigono che venga tenuto conto delle differenze regionali nella definizione delle misure protettive. Per l’UDC, le misure protettive dovrebbero essere applicabili senza limiti temporali nel caso in cui le difficoltà derivanti dall’attuazione dell’ALC dovessero persistere. Economiesuisse, l’USI, la SIC, Commercio Svizzera e ZHK auspicano che le misure protettive vengano limitate al settore LStrI. L’USAM e altre associazioni di categoria come GastroSuisse, HotellerieSuisse e la FST sono contrarie a misure specifiche settoriali o cantonali, mentre FER e Regio Basiliensis prediligono misure cantonali.