Rapporto intermedio
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 118 pagine
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nalmente maggiore a far fronte alle conseguenze della libera circolazione delle persone. Il Canton VD sottolinea che, sebbene la partecipazione al sistema di informazione del mercato interno (IMI) nel settore del distacco offra il potenziale per aumentare l’efficienza, al momento non è possibile stimare gli oneri aggiuntivi determinati dai nuovi compiti.
La stragrande maggioranza dei Cantoni (CdC, ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VS, NE) ritiene che l’attuazione interna nella legge sui lavoratori distaccati (LDist), nella legge federale sugli appalti pubblici (LAPub), nella legge federale concernente il conferimento del carattere obbligatorio generale al contratto collettivo di lavoro (LOCCL) e nel Codice delle obbligazioni (CO), che riguarda in parte l’esecuzione cantonale, sia in generale fattibile e applicabile. Anche i Cantoni NW, BL, TI, VD e JU sostengono in linea di principio le misure di accompagnamento nazionali nell’ambito della protezione dei salari.
La CdC e vari Cantoni (ZH, GL, ZG, FR, SO, AR, AI, SG, VS, NE) considerano proporzionati gli oneri finanziari e amministrativi legati all’attuazione nazionale. Chiedono al contempo che i costi aggiuntivi che superano quanto previsto nelle convenzioni sulle prestazioni tra la Confederazione e i Cantoni (p. es. procedura di notifica centralizzata) siano assunti dalla Confederazione.
La maggioranza dei partiti (Il Centro, PEV, Verdi, PVL, PS) accoglie sostanzialmente con favore l’esito dei negoziati nell’ambito della protezione dei salari. Vari partiti (Il Centro, Verdi, PS) sottolineano l’importanza della protezione dei salari per l’accettazione del pacchetto Svizzera–UE (Bilaterali III). Per quanto riguarda l’esito dei negoziati in materia di politica estera, valutano positivamente le eccezioni negoziate (Il Centro, Verdi, PS), i principi «parità di retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso luogo» (PVL, PS) ed «esecuzione duale» (PS), nonché la clausola di non regressione (Il Centro, Verdi, PVL, PS). Il Centro e il PS sottolineano che nell’ambito della politica estera la Svizzera non ha raggiunto una soluzione in materia di spese, ma approvano la soluzione proposta nella LDist. Il PS valuta positivamente la partecipazione all’IMI nell’esecuzione transfrontaliera. L’UDC ritiene che il piano di garanzia a tre livelli (principi, eccezioni, clausola di non regressione) non funzionerà a lungo termine e valuta in modo negativo la soluzione concernente la regolamentazione sulle spese, dato che il principio «parità di retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso luogo» non può essere attuato senza violare la legge.
In linea di massima la maggioranza dei partiti (Il Centro, PEV, Verdi, PVL, PS) accoglie con favore le misure di accompagnamento nazionali nell’ambito della protezione dei salari. Il PEV, i Verdi e il PS sostengono le misure 1–14. Due partiti (Verdi, PS) ritengono che rinunciare a singole misure metta in discussione la possibilità che il pacchetto Svizzera–UE (Bilaterali III) ottenga il consenso della maggioranza. Il Centro e il PVL appoggiano le misure 1–13 e vedono con occhio critico il miglioramento della protezione contro la disdetta per i rappresentanti eletti dei lavoratori, per i membri di un organo paritetico di un istituto di previdenza a favore del personale e per i membri dei comitati nazionali di settore il cui ambito di attività è coperto da un contratto collettivo di lavoro di obbligatorietà generale (misura 14). Il PLR respinge la misura 14 e intende procedere a un esame critico dell’accordo già raggiunto dalle parti sociali sulle misure