Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 35Fedlex · Rapporto esplicativo

SEE l’accesso al mercato interno dell’UE non sarebbe più limitato a determinati settori. La maggior parte del diritto applicabile al mercato interno dell’UE varrebbe anche per la Svizzera (incluse le norme concernenti politiche orizzontali, quali gli aiuti di Stato, con scarso margine di manovra per eventuali eccezioni). I pochi ostacoli di accesso al mercato che ancora rimarrebbero per l’economia svizzera si concentrerebbero in particolare nel settore agricolo e sarebbero riconducibili ai confini doganali ancora esistenti. Le forme di cooperazione attivate nel quadro della via bilaterale resterebbero possibili anche in regime SEE. Per contro, gli obblighi in materia di recepimento dinamico del diritto dell’UE sarebbero nettamente più ampi e prevarrebbero sui diritti di partecipazione al processo legislativo.

5. Adesione all’UE. In quanto Stato membro, la Svizzera beneficerebbe dell’accesso completo al mercato interno e alle varie possibilità di cooperazione. Un’integrazione di tale portata andrebbe tuttavia oltre le esigenze del Paese e della sua economia. Rispetto all’adesione al SEE, la Svizzera godrebbe appieno dei diritti di partecipazione, che però non compenserebbero il restringimento del suo margine di manovra. Vanno in particolare considerate le ripercussioni sul piano interno. La democrazia diretta e il federalismo ne risulterebbero indeboliti, magari non formalmente ma sicuramente di fatto. Nell’ambito dei negoziati di adesione potrebbe essere ottenuta un’eccezione rispetto a determinati obblighi (p. es. per quanto riguarda l’adozione dell’euro, la valuta comune), ma sicuramente in misura limitata.

Il Consiglio federale ritiene che la via bilaterale resti l’opzione più appropriata per plasmare le relazioni tra la Svizzera e l’UE. Questo approccio presenta il rapporto più equilibrato tra vantaggi concreti, in particolare sul piano economico, e margine di manovra politico. Il libero scambio puro o la semplice passività nuocerebbero agli stretti legami esistenti tra l’economia svizzera e quella dell’UE. D’altro canto, aderire al SEE o all’UE significherebbe ridurre in modo sproporzionato l’autonomia della Svizzera.

Partendo da queste premesse, il 23 febbraio 2022 il Consiglio federale ha deciso di affrontare i punti ancora in sospeso nelle relazioni con l’UE sulla base di un ampio approccio «a pacchetto». Per quanto riguarda le questioni istituzionali ha optato per un approccio verticale con l’obiettivo di inserire i vari elementi nei singoli accordi relativi al mercato interno. Ha ritenuto che l’approccio «a pacchetto» fosse appropriato per arricchire i negoziati con l’UE e arrivare così a un compromesso accettabile per entrambe le parti.

Il pacchetto è composto innanzitutto da una parte relativa alla stabilizzazione contenente gli elementi riportati qui di seguito.

– Elementi istituzionali. I cinque accordi di accesso al mercato interno esistenti (libera circolazione delle persone, ostacoli tecnici al commercio, trasporti terrestri, trasporto aereo, agricoltura) e quelli futuri sono completati da elementi riguardanti l’interpretazione, la vigilanza, il recepimento dinamico del diritto e la composizione delle controversie. Gli interessi essenziali della Svizzera sono tutelati da principi ed eccezioni.