Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

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Con l’Accordo sulla sanità la Svizzera si adopera per una collaborazione più stretta nel settore della sanità. Grazie a questo accordo ha accesso a informazioni epidemiologiche, conoscenza e reti, il che consente di individuare precocemente eventuali minacce per la salute a carattere transfrontaliero e di reagire in modo efficace. Tra le altre cose, è necessario estendere il sistema di sorveglianza nazionale delle malattie trasmissibili ad altri agenti patogeni, come previsto nell’UE. Soprattutto durante la fase introduttiva è probabile che l’estensione comporti determinati oneri aggiuntivi per alcuni fornitori di servizi sanitari, come laboratori o cliniche, che tuttavia dovrebbero risultare limitati grazie a sinergie nella digitalizzazione (v. n. 2.13.8.3). Questi oneri aggiuntivi devono essere messi in relazione con i costi delle crisi sanitarie, che

– come ha dimostrato la pandemia di COVID-19 – possono essere elevati. Con un coordinamento e una cooperazione transfrontalieri più stretti a livello europeo è possibile rafforzare la gestione e la prevenzione delle crisi, proteggere meglio la popolazione e quindi ridurre i costi economici in caso di crisi sanitaria.

3.3.4 Conclusioni

Il pacchetto Svizzera-UE consente alla Svizzera di partecipare a settori specifici del mercato interno dell’UE precedentemente coperti dai Bilaterali I ed estende tale partecipazione al settore dell’energia elettrica e all’intero settore delle derrate alimentari. Gli elementi istituzionali consentono alla Svizzera di aumentare la certezza del diritto e le assicurano la partecipazione futura al mercato interno dell’UE in questi settori. Viene inoltre istituita una cooperazione nel settore della sanità. Grazie alle eccezioni ottenute nei negoziati e alle misure d’accompagnamento nazionali, l’immigrazione rimane orientata al mercato del lavoro e la protezione dei salari e il servizio pubblico in Svizzera vengono salvaguardati. Le imprese svizzere possono quindi contare su un’elevata certezza del diritto per quanto riguarda le merci, i servizi e i capitali, che potranno continuare anche in futuro a circolare il più liberamente possibile tra la Svizzera e il nostro più importante partner commerciale, e anche per quanto riguarda la manodopera, che in caso di necessità potrà ancora essere assunta dai Paesi dell’UE. In un contesto di tensioni geopolitiche e di frammentazione dell’ordine mondiale, questo è un fattore di localizzazione decisivo per un’economia aperta come quella svizzera.

3.4 Ripercussioni sulla società

Per quanto riguarda la società, il pacchetto è importante in quanto contribuisce a salvaguardare le molteplici conquiste della via bilaterale sin dal 1999. Tra questi vi è per esempio la possibilità per i cittadini svizzeri di muoversi più liberamente e facilmente in Europa in virtù dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC), che ha avuto anche effetti positivi sulla previdenza per la vecchiaia grazie all’immigrazione in Svizzera soprattutto di persone giovani (v. n. 2.3.9.4). Alcuni elementi del pacchetto servono a proteggere le persone in Svizzera, per esempio dai rischi di una scarsa sicurezza dei prodotti (con l’MRA e con l’Accordo sulla sicurezza alimentare) o dai rischi sanitari (Accordo sulla sanità).