Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 186 pagine
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un’imposta d’incentivazione anziché una tassa d’incentivazione sui prodotti della canapa, considerando che le entrate fiscali generate dalla vendita, e quindi dal consumo, di prodotti della canapa sarebbero in contrasto con l’obiettivo di riduzione del consumo. Inoltre l’introduzione di un’imposta d’incentivazione renderebbe necessario modificare la Costituzione.
La tassa d’incentivazione potrebbe avere un effetto più forte sui nuovi consumatori, sui consumatori occasionali e sui giovani adulti. Questi gruppi, in particolare i giovani adulti, potrebbero risultare maggiormente sensibili alle misure di prezzo. La tassa d’incentivazione serve a distogliere questi gruppi dal consumo, ridurre il consumo o favorire il passaggio a forme di consumo meno dannose. I consumatori dipendenti appaiono invece meno sensibili al fattore prezzo e non necessariamente ridurranno il consumo a seguito di un aumento dei prezzi. In relazione a questo gruppo è dunque centrale il passaggio a forme di consumo meno dannose93. In generale, l’efficacia della tassa d’incentivazione dipenderà dall’evoluzione dei prezzi e dell’offerta sul mercato illegale.
Obiettivi di incentivazione
Gli obiettivi di incentivazione servono a descrivere lo stato della politica sanitaria che s’intende raggiungere a medio-lungo termine con la legge. A tale scopo vengono definiti due obiettivi di riduzione del consumo a rischio e un obiettivo di limitazione del consumo generale.
Innanzitutto, rispetto all’insieme dei prodotti della canapa venduti, la quota dei prodotti della canapa destinati a essere fumati dovrà rappresentare meno del 50 per cento a partire dal decimo anno dall’entrata in vigore della legge. A partire dal venticinquesimo anno, la quota dovrà essere inferiore al 20 per cento (art. 62 cpv. 1). Il fumo di canapa rappresenta uno dei maggiori rischi per la salute connessi al consumo di canapa. La riduzione auspicata al 50 e al 20 per cento appare ambiziosa, in quanto le indagini indicano che attualmente circa il 95 per cento dei consumatori assume la canapa prevalentemente fumandola94. Si può dunque considerare che oltre il 90 per cento della canapa consumata venga fumata. Le esperienze raccolte negli Stati Uniti e in Canada suggeriscono tuttavia che dopo la legalizzazione potrebbero diffondersi rapidamente prodotti alternativi95, con un passaggio dei consumatori soprattutto ai prodotti destinati a essere vaporizzati.
In secondo luogo, a partire dal decimo anno dall’entrata in vigore, almeno il 30 per cento di tutti i prodotti della canapa senza additivi venduti dovrà avere un tenore totale di THC pari al massimo al 10 per cento. A partire dal venticinquesimo
93 Prime analisi della sperimentazione pilota a Basilea indicano che il consumo non è aumentato nonostante la disponibilità attraverso canali legali e che, al tempo stesso, il consumo problematico è diminuito in determinati gruppi. Cfr. Baltes‐Flueckiger, L. / Steinauer, R. / Meyer, M. / Guessoum, A. / Herrmann, O. / Mosandl, C. F. / ... / Walter, M. (2025): Effects of legal access versus illegal market cannabis on use and mental health: A randomized controlled trial. Addiction.
94 Chavanne, J. / Schmidhauser, V. / Udrisard, R. / Zobel, F. (2025): Enquête Européenne en Ligne sur les Drogues – Principaux résultats de l’enquête suisse 2024, Losanna: Dipendenze Svizzera.
95 Rosenberg, M. et al. (2024).