Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 186 pagine
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misurabile. Il valore limite di rischio sarebbe superiore al valore limite analitico e dovrebbe essere stabilito. Esso indicherebbe a partire da quale valore si può ritenere di essere in presenza di una concentrazione qualificata di THC nel sangue. Le pene e le misure amministrative, come in particolare la revoca della licenza di condurre, dovrebbero essere meno severe rispetto a oggi nei casi in cui il consumo di canapa sia misurabile ma la concentrazione di THC sia inferiore al valore limite di rischio. A partire dal superamento del valore limite di rischio o nel caso di un consumo in combinazione con alcolici, si configurerà un’infrazione grave. Secondo il parere della minoranza, questo approccio è coerente con un accesso legale alla canapa. La sicurezza nella circolazione stradale sarebbe mantenuta, in quanto si continuerebbe a punire ogni concentrazione misurabile di THC. Nel contempo, le persone che consumano canapa occasionalmente non sarebbero eccessivamente criminalizzate.
Coltivazione e fabbricazione
Una minoranza (Porchet, Crottaz, Gysi Barbara, Marti Samira, Meyer Mattea, Piller Carrard, Weichelt, Wyss) propone di modificare l’articolo 19 in modo da inserire un divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari di sintesi nella fabbricazione di prodotti della canapa. Tale divieto mira a proteggere i consumatori, in quanto i prodotti fitosanitari di sintesi e i loro residui hanno effetti nocivi sull’ambiente, sulla biodiversità e sulla salute.
Vendita
Una minoranza (Sauter, Aellen, Aeschi, de Courten, Glarner, Graber, Gutjahr, Pahud, Silberschmidt, Thalmann-Bieri, Vietze, Wyssmann) propone di modificare l’articolo 39 in modo che i Cantoni non possano cedere il loro diritto di vendita ai Comuni. Dal punto di vista della minoranza, la vendita dei prodotti della canapa non dovrebbe essere considerata un compito dei poteri pubblici. I prodotti della canapa devono essere venduti da organizzazioni private che hanno ricevuto una concessione corrispondente. È necessario distinguere chiaramente tra punti vendita per la canapa che deve essere messa a disposizione legalmente e punti di dispensazione di altre droghe. La minoranza fa notare inoltre che i Comuni o le città che intendono gestire dei punti vendita potrebbero costituire un’associazione. In tal modo, anche la contabilità sarebbe separata dalle finanze pubbliche.
Una minoranza (de Courten, Aeschi, Glarner, Graber, Gutjahr, Pahud, Thalmann-Bieri, Wyssmann) propone di non autorizzare la vendita online dei prodotti della canapa e di stralciare tutte le disposizioni al riguardo (sez. 4 e 5 del cap. 5 e altri). Secondo la minoranza, un’offerta online minerebbe gli obiettivi di protezione della salute e dei giovani. Attraverso il canale online, i consumatori potrebbero avere un accesso molto più agevole, comodo, anonimo e discreto ai prodotti della canapa. Senza un contatto diretto in loco, sarebbe più difficile sensibilizzarli in merito ai rischi del consumo di canapa. Inoltre, dovrebbe essere imposto loro di recarsi in un punto vendita fisico.
Una minoranza (Porchet, Crottaz, Gysi Barbara, Hess Lorenz, Lohr, Marti Samira, Meyer Mattea, Piller Carrard, Rechsteiner Thomas, Roduit, Weichelt, Wyss) propone di integrare il progetto preliminare con un articolo 52a sul divieto di consegna notturna per la vendita online. Secondo la minoranza, è necessaria una disposizione comparabile al divieto di vendita notturna per i punti vendita. Con un divieto di consegna