Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 104 pagine

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Secondo la città di Berna e VLI è necessario compiere esperienze con il mercato regolamentato e rilevare le esigenze dei consumatori prima di considerare la coltivazione associativa. Nell’eventualità di una sua attuazione, VLI propone di rinunciare alla registrazione dei membri dell’associazione.

Art. 12 (Coltivazione)

A scopo di autoapprovvigionamento, una persona adulta può coltivare al massimo tre piante di canapa di genere femminile in fase di fioritura all’interno della propria abitazione e negli spazi interni ed esterni adiacenti.

In merito al numero di piante consentite, BE osserva che la regolamentazione proposta non considerale quantità che possono risultarne.

NE e TI dubitano che sia possibile controllare l’osservanza della disposizione e sottolineano il rischio del mancato rispetto del numero massimo di piante coltivabili. TI precisa che la sostanza posseduta in eccedenza potrebbe facilmente essere trasmessa a terzi. Può risultare difficile anche determinare il proprietario delle piante nel caso di un’abitazione condivisa da più persone. Inoltre, la polizia potrebbe essere fortemente sollecitata per segnalazioni che sarebbe poi tenuta a controllare. NE sottolinea il rischio che si instaurino traffici locali.

UCS, gli organi intercomunali e intercantonali CDCD, KKPKS e SCPCS ritengono eccessivo il numero di tre piante consentite, quindi propongono di ridurlo a una, al massimo due piante. Di fatto, la regolamentazione proposta equivale al permesso per i privati di produrre grossi quantitativi di canapa, ben superiori a quelli per uso proprio, senza autorizzazione e non rispettando i criteri di qualità. Il problema si accentuerebbe in un'economia domestica composta da più persone. Si mette inoltre in dubbio che la canapa raccolta in eccedenza sarebbe distrutta autonomamente per evitare di incorrere in sanzioni penali.

In merito alla quantità di piante consentita, CFDNT e le organizzazioni DiS e GREA propongono di aumentarla. CFDNT e DiS sottolineano l’opportunità di precisare il numero totale di piante che possono essere detenute, indipendentemente dalla fase di fioritura, per facilitare l’attività di controllo da parte delle autorità penali. CFDNT propone dunque che a un adulto sia consentito coltivare al massimo sei piante di canapa di genere femminile, di cui tre in fase di fioritura.

BL, SG, SO, VD, CDCD, CDCT, iuAG e DiS sostengono che il numero massimo consentito debba essere limitato in modo che le persone con un consumo elevato e, quindi, potenzialmente problematico non possano coprire tutto il proprio consumo ricorrendo all’approvvigionamento, ma debbano rivolgersi anche ai punti vendita e possano così avvalersi della loro consulenza su come contenere i danni.

Secondo BE, BS, UCS e gli organi intercomunali e intercantonali CDCD, KKPKS e SCPCS, il criterio «in fase di fioritura» è difficilmente attuabile sul piano pratico. Occorrono infatti conoscenze specialistiche per riconoscere la fase di fioritura, pertanto la maggior parte dei funzionari di polizia distinguerebbe solo le fasi di fioritura più evidenti e, in caso di dubbi, si dovrebbe ricorrere a esperti. Un altro punto critico, segnalato anche da FSFP, è il criterio «di genere femminile». Per la polizia è molto difficile accertare se si tratta di piante di genere femminile o maschile. Senza test di laboratorio, è arduo controllare l’osservanza di questa disposizione.

BS teme che il lavoro di analisi per determinare la concentrazione di THC sia molto oneroso.

SO e TI propongono di aggiungere nella disposizione che, ai fini della protezione dei giovani, chi coltiva piante di canapa sia responsabile di impedire ai minorenni l’accesso alle piante. Le conseguenze sarebbero quindi da disciplinare anche nelle disposizioni penali.