Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 104 pagine
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- in ordine alla lettera f, BE chiede che, come condizione per il rilascio dell’autorizzazione, si esiga l’estratto del casellario giudiziale non solo della persona responsabile, ma anche dei collaboratori coinvolti, in modo da rendere più difficile l’infiltrazione di organizzazioni criminali. In quest’ambito esiste in effetti un elevato potenziale di abuso, che alimenta il mercato illegale;
- UCS e gli organi intercantonali e intercomunali del settore della polizia (FSFP, KKPKS, SCPCS) chiedono che, ai fini del rilascio di un’autorizzazione, sia necessario far prova di una reputazione irreprensibile. Deve essere motivo di ostacolo al rilascio di un’autorizzazione anche la condanna per altri reati gravi (reati economici, contro la persona e il patrimonio, riciclaggio di denaro e simili). Va verificata anche la reputazione finanziaria (estratto del registro delle esecuzioni). Dal punto di vista della polizia, la condizione relativa al casellario giudiziale contenuta nel progetto di legge non è sufficiente. È inoltre necessario che tale condizione valga non solo per la persona responsabile dell’autorizzazione, ma anche per gli organi della persona giuridica, in modo da ridurre al minimo il rischio che si ricorra a «prestanomi»;
- UCS, CDCD e SCPCS propongono che i richiedenti presentino un piano aziendale e di finanziamento e che rendano noti i responsabili economici così da ridurre al minimo il rischio di coinvolgimento da parte di ambienti criminali;
- sul fronte opposto vi sono anche richieste di attenuazione della condizione relativa ai precedenti penali legati alla canapa. CDCD ritiene che alle persone condannate per attività di produzione di poca entità debba essere di principio consentito entrare nella produzione legale e di conseguenza passare anche al mercato legale. Devono pertanto essere motivo di esclusione dal rilascio solo le iscrizioni nel casellario giudiziale per violazioni gravi della LStup o della LPCan. Le organizzazioni coinvolte nelle sperimentazioni pilota ChanGE e GCCC propongono, per analogia, che l’esclusione valga unicamente per i crimini o i delitti gravi. RaSC propone, dal canto suo, che non vengano prese in considerazione le iscrizioni per violazioni della LStup precedenti al 2012, anno in cui sono state introdotte le multe disciplinari per il consumo di canapa: fino ad allora le sanzioni erano infatti applicate in modo più o meno restrittivo a seconda dei Cantoni e non erano proporzionate al reato effettivo;
- BKS propone una nuova condizione per il rilascio dell’autorizzazione per la coltivazione e la fabbricazione: il richiedente non deve produrre, vendere né commerciare alcol o tabacco;
- secondo ASSGP, IC-Cure, KMPhyto, SMGP e SVKH un’altra condizione per il rilascio dell’autorizzazione ad aziende di coltivazione o di fabbricazione deve essere il possesso di un certificato GACP (Good Agricultural and Collection Practice) o GMAP (Good Manufacturing Practice).
Tra le condizioni tecniche e d’esercizio che in base al capoverso 3 lettera a devono essere disciplinate dal Consiglio federale, dovrà essere richiesta, secondo IG Hanf, un’autorizzazione cantonale accompagnata da un permesso di costruzione che garantisca il rispetto delle norme in materia di protezione antincendio e di sicurezza sul lavoro.
BE e JU, le organizzazioni specializzate AT e LLS nonché FSFP propongono di stralciare la possibilità di prevedere condizioni agevolate per coltivazioni su piccole superfici (cpv. 4). A garanzia della qualità è importante che la produzione proveniente da una coltivazione a titolo commerciale sia disciplinata in modo uniforme. Per BE e FSFP, lo stralcio di questa possibilità si giustifica anche sotto il profilo della protezione contro i furti. Secondo CFDNT, per contro, la disposizione dovrebbe precisare che la coltivazione su piccola scala deve essere limitata a una singola superficie di massimo 200 m2 e che i coltivatori non possono cumulare più parcelle di terreno. VLI ritiene che la formulazione potestativa non sia sufficiente per la coltivazione su scala ridotta: il Consiglio federale deve stabilire condizioni agevolate per favorire la concorrenza.
Secondo EssInv, la Confederazione dovrebbe valutare la possibilità di plafonare il numero di autorizzazioni di coltivazione. L’assenza di un tetto massimo rischierebbe di comportare effetti indesiderati già osservati in altri Paesi (p. es. sovrapproduzione, crollo dei prezzi, fallimento dei piccoli produttori, incitazione alla promozione dei prodotti). Un numero eccessivo di autorizzazioni appesantirebbe inoltre i dispositivi di controllo nazionali e cantonali.