Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 104 pagine

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I VERDI ritengono che la canapa consumata in Svizzera debba essere coltivata in campo aperto, all’esterno, secondo i principi dell’agricoltura biologica e gli attuali modelli pilota. PLR osserva che i prodotti della canapa devono essere fabbricati esclusivamente a partire da piante di canapa naturali. ASAC auspicherebbe che fosse autorizzato unicamente THC naturale. L’organizzazione di categoria del settore IG Hanf e APS chiedono che nella fabbricazione di prodotti della canapa venga utilizzata solo canapa naturale, poiché i cannabinoidi sintetici e semisintetici comportano rischi elevati, sono difficilmente regolamentabili e minano la credibilità del mercato legale. Il loro utilizzo deve rimanere limitato a scopi medici e scientifici, con una chiara distinzione rispetto ai cannabinoidi mimetici.

Le organizzazioni del settore delle dipendenze e della prevenzione (NAS, PHCH) come pure quelle del settore giovanile (ASAC, FSAG) approvano il fatto che nel progetto rimangano vietate tutte le sostanze simili a cannabinoidi prodotte artificialmente (cannabinoidi mimetici altrimenti detti «cannabinoidi sintetici»).

APS precisa di essere di principio contraria all’introduzione di nuove categorie di prodotti della canapa. Diversi studi mostrerebbero che l’autorizzazione di nuove forme di consumo porta alla creazione di gruppi sempre nuovi di consumatori, a una maggiore esposizione al THC e a un aumento dei casi di sovradosaggio con i ricoveri d’urgenza che ne conseguono. Non è stato finora dimostrato che la canapa fumata sia più dannosa per la salute di quella vaporizzata e si temono sviluppi analoghi a quelli del mercato dei prodotti contenenti nicotina. Inizialmente si sperava infatti che la nicotina vaporizzata avesse un effetto di riduzione del danno sui fumatori dipendenti e ne consentisse a lungo termine l’uscita dal consumo. In realtà, ha portato minori e adulti che prima non fumavano a iniziare a svapare.

IG Hanf e MedCanS ritengono necessaria una chiara distinzione tra prodotti della canapa a scopi medici e a scopi non medici.

BE chiede che nello stabilire i tenori massimi di contaminanti (cpv. 2) il DFI prenda come parametro di valutazione lo «stato della scienza» e che la disposizione sia integrata di conseguenza.

Art. 19 cpv. 1bis, Minoranza (Porchet, Crottaz, Gysi Barbara, Marti Samira, Meyer Mattea, Piller Carrard, Weichelt, Wyss)

1bis

Nella fabbricazione di prodotti della canapa l’uso di prodotti fitosanitari di sintesi è vietato.

PVL, I VERDI e PSS approvano la proposta di minoranza. La approvano anche 6 organizzazioni del settore delle dipendenze e della prevenzione (AT, FvS, GREA, Infodrog, LLS, SGGPsy), come pure le organizzazioni della società civile FSAG, VLI e FSFP.

Respingono invece la proposta SG e le organizzazioni del settore delle dipendenze e della prevenzione DDS, EgD e SSAM.

Per SG non è possibile rinunciare ai prodotti fitosanitari. NAS, PHCH, ASAC, FSAG ritengono che le esperienze tratte dai progetti pilota dimostrino che la coltivazione biologica su vasta scala sia di difficile attuazione. I costi di produzione notevolmente più elevati inficiano la competitività dei prodotti regolamentati rispetto a quelli del mercato illegale.

I VERDI appoggiano la proposta di minoranza, poiché secondo loro la coltivazione della canapa deve avvenire nel rispetto dell’ambiente e della salute.

Le organizzazioni del settore delle dipendenze e della prevenzione AT, FvS, Infodrog LLS, SGGPsy nonché l’organizzazione FSFP sono favorevoli, in un’ottica di protezione della salute, a tutte le misure che non aumentano ulteriormente i rischi per la salute e approvano quindi la proposta di minoranza.