Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 104 pagine
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il carattere commerciale di un’attività, ma è quasi impossibile provare la vendita per mestiere nelle immediate vicinanze delle scuole. Se si vuole prendere in seria considerazione la protezione dei giovani, qualunque attività di vendita nelle scuole o nelle loro immediate vicinanze deve essere considerata una fattispecie aggravante.
Art. 74 (Contravvenzioni)
È punito con la multa chiunque:
a. negli spazi pubblici detiene prodotti della canapa o prodotti provenienti dall’autoapprovvigionamento in quantità superiori a quelle autorizzate (art. 7);
b. dispensa gratuitamente a una persona adulta prodotti della canapa o prodotti provenienti dall’autoapprovvigionamento in quantità superiori a quelle autorizzate (art. 8);
c. a scopo di autoapprovvigionamento, coltiva contemporaneamente da quattro a dieci piante di canapa di genere femminile in fase di fioritura (art. 12);
d. viola il divieto, nell’ambito dell’autoapprovvigionamento, di fabbricare THC per via semisintetica e sintetica (art. 13);
e. in ambito privato detiene prodotti provenienti dall’autoapprovvigionamento in quantità superiori a quelle autorizzate (art. 14);
f. contravviene a una disposizione di esecuzione del Consiglio federale la cui violazione è dichiarata punibile nell’ordinanza.
BL reputa che l’articolo 74 e gli articoli 12 e 14 manchino di coerenza e non siano armonizzati tra loro. Non è chiaro quali disposizioni si applichino ai giovani, in particolare se per loro valgano gli stessi valori limite previsti per gli adulti. Ci si chiede inoltre se rimangano impuniti, dato che non sono menzionati negli articoli 12, 14 o 74. Nel complesso, vista l’impostazione delle disposizioni penali, la situazione giuridica relativa ai minorenni risulta poco chiara, inoltre manca una clausola generale. In base alla formulazione attuale, è consentito tutto ciò che non è menzionato nell’articolo 74. Proprio in riferimento ai minorenni, l’attuale formulazione implica che questi non possano essere resi penalmente punibili per la coltivazione e il possesso in ambito privato.
ZH esorta a valutare se, per rafforzare la protezione dei giovani, il consumo da parte dei minorenni debba essere reso esplicitamente punibile. Questo avrebbe, da un lato, un effetto deterrente, dall’altro permetterebbe alla magistratura dei minorenni di sensibilizzare i giovani ai rischi legati al consumo di canapa per dissuaderli dal continuare a consumarla.
UCS e SCPCS ritengono che l’articolo 74 dovrebbe essere rivisto poiché è difficilmente comprensibile. Unitamente a KKPKS chiedono che, nell’ottica della protezione dei giovani, si valuti se l’acquisto, il possesso e il consumo da parte di minorenni non debbano continuare a essere considerati contravvenzioni nella procedura ordinaria e denunciati alla magistratura dei minorenni. Ciò garantirebbe l’identificazione del consumo problematico, la confisca della canapa e lo svolgimento di indagini relative alla sua provenienza e dispensazione. Nell’ambito del diritto penale minorile, per le sanzioni, sarebbe possibile semplicemente pronunciare un ammonimento o infliggere una multa e rinunciare alla punizione nei casi particolarmente lievi. Inoltre potrebbero essere disposte opportune misure di protezione nel caso di un impiego problematico di canapa. UCS e SCPCS chiedono che il progetto di legge preveda almeno una disposizione che consenta alla polizia di mettere al sicuro e confiscare i prodotti della canapa in possesso di minorenni.
In riferimento alla lettera a, AG, AR, GL, GR, SG e TI nonché CMP osservano che il possesso consentito di prodotti della canapa provenienti dall’autoapprovvigionamento secondo l’articolo 7 è descritto in modo troppo poco preciso (v. al riguardo i pareri in merito agli art. 7 e 14). Per consentire ai consumatori e alla polizia di sapere quali regole si applicano, occorre stabilire quantitativi chiari. Non è possibile basarsi sul tenore di THC, poiché chi coltiva canapa per autoapprovvigionarsi non lo conosce e per le autorità di perseguimento penale sarebbe troppo oneroso accertarlo in modo giuridicamente sufficiente mediante perizie. Nella maggior parte dei casi è peraltro impossibile constatare se i prodotti della canapa sono prodotti in proprio o provengono dal commercio.
UCS, CDCD, KKPKS e SCPCS ritengono che la lettera a non stabilisce chiaramente cosa si applichi nel caso in cui una persona venga colta negli spazi pubblici in possesso di prodotti della canapa provenienti