Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/81: Controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera (Iniziativa sulla neutralità)» · 11 pagine

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questioni di sicurezza e di politica economica che reagire in maniera rapida è particolarmente importante. L’iniziativa metterebbe così fine a una prassi che si dimostra valida da 175 anni e che consiste in un’applicazione flessibile della neutralità, capace di tenere conto del contesto

internazionale e degli sviluppi del diritto internazionale.

Limitazioni nel settore della cooperazione in materia di politica di sicurezza

L’accettazione dell’iniziativa significherebbe un cambiamento di rotta in materia di politica di

sicurezza. La cooperazione in materia di sicurezza e difesa, di cui la Svizzera beneficia

tecnicamente e materialmente, ne risulterebbe fortemente limitata con un conseguente

indebolimento delle sue capacità di difesa. Conformemente al testo dell’iniziativa, la Svizzera non potrebbe per esempio partecipare a progetti di cooperazione con la NATO per formare personale specializzato sulle procedure di gestione e sulle sue responsabilità in caso di ciberattacchi. I formati della NATO sono all’avanguardia per quanto riguarda lo scambio e la formazione su tali minacce. Molti progetti di cooperazione con alleanze di difesa riguardano ambiti sia civili che militari.

Ci si potrebbe anche chiedere se, a medio e lungo termine, le capacità militari rimanenti in tali circostanze sarebbero ancora sufficienti per assicurare il rispetto della neutralità armata. Il testo dell’iniziativa persegue dunque obiettivi contraddittori: promozione della neutralità armata e nel contempo limitazioni in materia di politica di sicurezza che indeboliscono le capacità di difesa. Inoltre le limitazioni potrebbero indebolire anche le basi tecnologiche e industriali della Svizzera che hanno un rapporto con la sicurezza, in quanto anche la cooperazione internazionale nel settore degli armamenti verrebbe fortemente ostacolata. L’affidabilità della Svizzera come fornitore di beni d’armamento e componentistica per la difesa potrebbe essere messa ancora di più in discussione all’estero, il che indebolirebbe ulteriormente un settore che si fonda sulle esportazioni e avrebbe un impatto negativo sulla sicurezza dell’approvvigionamento dell’esercito e di conseguenza sulle capacità del Paese di difendersi.

Limitazione nella politica delle sanzioni

Oggi le sanzioni sono uno strumento importante utilizzato dagli Stati per rispondere alle violazioni del diritto internazionale. A causa delle crescenti tensioni tra le grandi potenze e della derivante paralisi del Consiglio di sicurezza dell’ONU sono aumentate le sanzioni emanate al di fuori del Consiglio di sicurezza. Aderire a pacchetti di sanzioni che godono di un ampio sostegno

internazionale – in particolare nel caso di una guerra di aggressione ai danni di un altro Stato – serve da un lato a instaurare un ordine internazionale giusto e pacifico e, dall’altro, anche

all’accettazione della posizione neutrale della Svizzera da parte di altri Paesi. Tutto ciò è

nell’interesse della Svizzera, la cui partecipazione all’instaurazione di un ordine giusto e pacifico è sancita nell’articolo 2 Cost. che definisce lo scopo della Confederazione Svizzera. La politica estera si basa di conseguenza sul rispetto costante del diritto internazionale pubblico. Il divieto di aderire a sanzioni al di fuori del regime sanzionatorio dell’ONU limiterebbe l’adempimento di questo mandato e il margine di manovra della Svizzera, che potrebbe non essere più in grado di tutelare in maniera ottimale i propri interessi economici a breve e a lungo termine. Pregiudicherebbe inoltre la sua reputazione di sostenitrice credibile di un ordine internazionale da sempre impegnata a rispettare e a far rispettare il diritto internazionale. Se la Svizzera dovesse essere l’unico Paese dell’Europa occidentale a non aderire alle sanzioni dell’UE contro Stati belligeranti, ciò non solo danneggerebbe la sua reputazione, ma avrebbe anche conseguenze sul piano della politica estera, economica e di sicurezza.

Ci potrebbero essere ripercussioni e reazioni politiche ed economiche negative anche in relazione alle misure volte a prevenire l’elusione delle sanzioni. L’iniziativa prevede che continui a essere possibile adottare misure per prevenire l’elusione delle sanzioni imposte da altri Stati, il che può implicare che la Svizzera riprenda tali sanzioni. Proprio l’esempio delle sanzioni dell’UE contro la