Rapporti esplicativi

Consultazione 2025/88: Pacchetto di ordinanze agricole 2026 · 75 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 19Fedlex · Rapporto esplicativo

Ordinanza sui pagamenti diretti

Modifiche concrete in dettaglio:

Abolizione delle limitazioni concernenti l’uso di erbicidi in pre-emergenza (n. 6.2.2)

• Questa modifica è incentrata soprattutto sulla soppressione della limitazione concernente l’utilizzo di erbicidi in pre-emergenza nella coltivazione di mais. L’esame dei principi attivi autorizzati indica che gli erbicidi in pre-emergenza autorizzati non comportano rischi particolari per le acque sotterranee, quelle superficiali o i biotopi rispetto agli erbicidi in post-emergenza, ad eccezione dei principi attivi dimethenamid-P e pendimetalin. Per entrambi è comunque in corso il riesame.

Questa modifica non comporta un aumento dei rischi poiché vigono misure di prevenzione, come l’obbligo di ridurre il dilavamento (minimo 1 punto nella PER) e di rispettare le distanze di sicurezza (SPe3). Inoltre, gli erbicidi a elevato potenziale di rischio sono inclusi nella lista al numero 6.1.1 e sono soggetti ad autorizzazione speciale.

Modifiche concernenti l’impiego di erbicidi sulle superfici permanentemente inerbite (n. 6.2.2)

• L'obbligo di richiedere un'autorizzazione speciale se viene trattato più del 20 per cento della superficie inerbita dell'azienda è abolito. A causa degli effetti negativi di questi trattamenti sulla resa delle superfici inerbite, si deve partire dal presupposto che l'uso di erbicidi su tali superfici avviene solo in casi giustificati e in modo scaglionato nel corso degli anni. Non è necessaria una valutazione da parte di un servizio cantonale ai fini del rilascio di un'autorizzazione speciale, che diventa quindi superflua. Inoltre, l’applicazione selettiva basata sul rilevamento, ad esempio attraverso l’utilizzo di Ecorobotix, sta prendendo piede nella pratica, limitando notevolmente la quantità di principio attivo e la deriva.

Adeguamenti concernenti gli insetticidi (n. 6.2.3)

• Nella lotta contro criocera dei cereali, dorifora e afidi, la modifica consente di ampliare la gamma di insetticidi liberamente utilizzabili nel quadro della PER. Questo adeguamento è importante per evitare la formazione di resistenze. Finora veniva utilizzato principalmente il principio attivo spinosad. In futuro potranno essere utilizzati in alternativa anche altri principi attivi con un profilo di rischio simile, al fine di prevenire l'insorgenza di resistenze. La formazione di una resistenza avrebbe infatti effetti negativi più importanti rispetto all'alternanza tra principi attivi con lo stesso livello di rischio.

Le misure concernenti la riduzione della deriva e del dilavamento nonché la lista dei principi attivi soggetti ad autorizzazione speciale (all. 1 n. 6.1.1) limitano i rischi.

Le esigenze della PER ora sono incentrate sui seguenti punti:

• le limitazioni d’utilizzo di principi attivi a elevato potenziale di rischio (all. 1 n. 6.1.1 OPD),

• il rispetto delle soglie di tolleranza, e

• le misure di riduzione dei rischi di deriva e dilavamento (all. 1 n. 6.1a.4 1 OPD).

Di conseguenza la comunicazione sulle esigenze da adempiere nel quadro della PER risulta notevolmente semplificata.

L’uso di Trichogramma spp. continua a essere consentito contro la piralide del mais. Trattandosi di un organismo utile (non di un insetticida), deve essere menzionato separatamente al nuovo numero 6.2.4. Non devono essere tenute in considerazione soglie nocive (art. 18 cpv. 2).

Allegato 1 numero 9.6

Nel quadro della PER, va predisposta una fascia tampone di almeno 6 metri di larghezza lungo le acque superficiali su cui non si applicano prodotti fitosanitari. In viticoltura questo vincolo pone dei problemi sia per le varietà di vite classiche sia per quelle resistenti alle malattie (PIWI), poiché è necessaria una protezione fitosanitaria minima a base di fungicidi. A partire dal 2027, sarà consentita l'applicazione di fungicidi a partire dal quarto metro lungo le acque superficiali. Questo adeguamento ha lo scopo di evitare la diffusione di malattie nella particella e anche di garantire il mantenimento a lungo termine della resistenza di alcune varietà di vite PIWI. Inoltre, nelle regioni viticole dov’è frequente il