Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/45: Revisione della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS 2030) · 163 pagine

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macroeconomico in Svizzera. L’introduzione della misura in questione interesserebbe sia le imprese che i lavoratori aventi diritto alle indennità giornaliere. Per le imprese l’onere finanziario in caso di malattia o d’infortunio del personale aumenterebbe rispetto a oggi, ma non sarebbe superiore a quello che dovrebbe sostenere se il nuovo benefi ciario delle indennità giornaliere rimanesse sano. Le indennità giornaliere versate alle persone aventi diritto diminuirebbero a vantaggio di contributi più elevati per la previ denza per la vecchiaia. Inoltre, le imprese dovrebbero sostenere spese una tantum per il cambiamento della contabilità dei salari. Il rischio che le imprese rinuncino alla con clusione di assicurazioni d’indennità giornaliera in caso di malattia in seguito alla nuova regolamentazione (l’assicurazione contro gli infortuni è obbligatoria) è ritenuto esiguo. In tal caso, infatti, le imprese sarebbero tenute per legge ad assumere direttamente la continuazione del versamento del salario per un determinato periodo di tempo, varia bile a seconda della durata del rapporto di lavoro, e anche a pagare i relativi contributi sociali.

5.5 Ripercussioni sulla società

5.5.1 Misure di finanziamento

5.5.1.1 Aumento delle aliquote IVA

Il calo del potere d’acquisto in seguito a un aumento delle aliquote IVA non tocca tutti i gruppi della popolazione in modo uniforme. Le economie domestiche con un reddito basso consumano generalmente una parte del reddito disponibile maggiore rispetto a quelle con un reddito più elevato. Ciò significa che un aumento delle aliquote IVA col pisce più fortemente le economie domestiche a basso reddito in termini relativi (per centuale del loro reddito), anche se in termini assoluti (in franchi) l’impatto è meno forte. Nella maggior parte degli studi esaminati nell’analisi della letteratura scientifica si ri manda al carattere regressivo dell’IVA per quanto concerne il reddito (disponibile). Un solo studio, che analizza l’onere rispetto alle uscite per i consumi, individua in questo contesto un effetto tra il proporzionale e il progressivo. Inoltre, nella letteratura scienti fica si fa notare il possibile conflitto di obiettivi tra l’efficienza dell’IVA e l’onere a carico delle economie domestiche a basso reddito, poiché la prima dipende in misura deter minante dalla presenza o meno di eccezioni e aliquote ridotte. Occorre dunque tenere presente che una base imponibile più ampia comporterebbe un maggior onere per le economie domestiche più povere.

Secondo le stime dell’AFC, nella variante 2 un aumento proporzionale delle aliquote IVA di 0,7 punti percentuali genererebbe, a seconda del reddito dell’economia dome stica e del tipo della medesima, una riduzione del potere d’acquisto compresa tra circa 135 e circa 633 franchi all’anno. In percentuale del reddito dell’economia domestica, questo corrisponderebbe, sempre secondo le stime, a una riduzione compresa tra lo 0,24 e lo 0,35 per cento per le economie domestiche del quintile con i redditi più elevati e tra lo 0,37 e lo 0,42 per cento per quelle del quintile con i redditi più bassi (v. tabelle 9 e 10 concernenti le stime dell’AFC basate su dati estratti ad hoc e non pubblicati dell’in dagine sul budget delle economie domestiche [IBED] dell’UST del 2018–2019). L’ali