Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/45: Revisione della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS 2030) · 163 pagine

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importante anche dall’evoluzione della produttività del lavoro e del mercato del lavoro. Mentre l’evoluzione demografica incide soprattutto sulle spese della previdenza per la vecchiaia, le entrate dell’AVS dipendono principalmente dall’andamento dell’economia.

La prima metà degli anni Novanta del secolo scorso è stata caratterizzata in Svizzera da un’evoluzione economica debole, che ha persino causato una riduzione del valore aggiunto macroeconomico in termini di variazione reale del prodotto interno lordo (PIL). Successivamente si è registrata una crescita perlopiù nettamente superiore all’1 per cento all’anno. In particolare gli sviluppi dell’economia finanziaria e soprattutto nella cosiddetta «New Economy» hanno trainato questa fase di crescita nella seconda metà del decennio.

Dopo lo scoppio della bolla speculativa nel 2000, che ha determinato un massiccio aumento dei prezzi commerciali sul mercato informatico, e le conseguenze a livello mondiale degli attacchi dell’11 settembre 2001, l’economia svizzera ha perso il suo slancio e ha registrato tassi di crescita vicini allo zero nel 2002 e nel 2003. Eppure negli anni successivi si è nuovamente registrato un notevole incremento del PIL reale. Si è trattato di una crescita nettamente più forte rispetto a quella degli anni Novanta, con valori annui compresi tra il 2,6 e il 4,1 per cento (v. grafico sotto sull’andamento del PIL). Tali incrementi sono stati favoriti in particolare dal settore finanziario, ma anche l’industria manifatturiera, fortemente orientata all’esportazione, ha potuto beneficiare della ripresa a livello mondiale in quegli anni. Con la crisi economica e finanziaria alla fine del 2008, la crescita ha registrato un calo, dovuto inizialmente soprattutto alle tur bolenze nel settore finanziario. Nel 2009 la performance economica reale è scesa ad dirittura dell’1,9 per cento rispetto all’anno precedente.

La crisi economica e finanziaria a livello mondiale ha fatto sprofondare la maggioranza dei Paesi dell’OCSE in una recessione. Questo è riconducibile soprattutto alla loro forte partecipazione al commercio internazionale e al peso relativamente grande dell’inter mediazione finanziaria nell’attività economica. L’economia svizzera ha registrato una ripresa nel 2010 e il PIL è cresciuto del 3,3 per cento. Tra il 2011 e il 2014 ha continuato a crescere, nonostante il difficile contesto internazionale successivo alla crisi finanziaria del 2008. Questa crescita è stata però più modesta e fino al 2013 è rimasta al di sotto del 2 per cento. Nel 2014 il PIL è invece aumentato del 2,5 per cento. Tra il 2015 e il 2017 la crescita dell’economia svizzera è stata nuovamente solo moderata, per effetto dei contraccolpi dell’abolizione del tasso minimo di cambio euro/franco e della difficile situazione del settore bancario. Nel 2018 il PIL è cresciuto del 3,3 per cento, un valore che non si registrava da quattro anni. Nel 2020 la pandemia di COVID-19 ha brusca mente interrotto la fase di crescita e determinato un calo del PIL del 2,3 per cento in Svizzera, un valore comparabile a quello della recessione durante la crisi finanziaria del 2008/2009. L’economia svizzera ha tuttavia registrato una rapida ripresa, presumi bilmente riconducibile a una struttura settoriale vantaggiosa (p. es. un’industria farma ceutica forte e una quota di turismo modesta), all’entità relativamente limitata delle mi sure prese nell’ambito della politica sanitaria e al ricorso a provvedimenti di politica del mercato del lavoro. Subito dopo la pandemia, la crisi energetica dovuta alla guerra di aggressione russa nel 2022 ha rappresentato un’ulteriore sfida per l’economia nazio nale svizzera. Gli anni 2023 e 2024 sono stati caratterizzati da un andamento moderato