Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/50: Modifica dell’ordinanza sulla liquidità (esigenze relative alla preparazione per l’ottenimento di un sostegno alla liquidità da banche centrali) · 54 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 22Fedlex · Rapporto esplicativo

Rapporto esplicativo concernente la modifica dell’ordinanza sulla liquidità

_____________________________________________________________________________________________________________

Capoverso 1

Il capoverso 1 stabilisce gli indicatori di rischio che le banche devono considerare nel determinare il volume di valori patrimoniali da preparare. Si tratta di indicatori di rischio di liquidità che fanno già parte del piano di liquidità e di finanziamento. Inoltre, i rischi di liquidità estesi devono essere presi in considerazione sin d’ora dalle banche nell’ambito degli stress test interni secondo l’articolo 9 OLiq, applicando il principio della proporzionalità.

Il volume dei valori patrimoniali da preparare deve essere valutato in funzione della singola banca e dipende dal relativo profilo di rischio. In tale ambito occorre coprire solo i rischi che superano l’indicatore LCR, vale a dire quelli che non sono coperti, o non sono coperti a sufficienza, da tale indicatore. A tal fine sono rilevanti in particolare gli indicatori di rischio elencati alle lettere a e b. Nella valutazione dell’adeguatezza della copertura dei rischi, la banca e la FINMA possono tuttavia includere anche indicatori di rischio e aspetti non esplicitamente elencati in tali lettere. Ad esempio, in un’analisi dell’evento di stress si può porre l’accento, a seconda del profilo di rischio specifico della banca, sui rischi derivanti da un accumulo di deflusso di fondi a partire dal 31° giorno di calendario (rischi di soglia) nonché su deflussi potenzialmente superiori, nei primi 30 giorni di calendario, rispetto a quanto previsto dalla LCR. Ciò anche in considerazione del fatto che, come già esposto in precedenza, in base alle lezioni tratte dalla crisi bancaria del 2023, può essere significativa, ad esempio, anche l’entità della concentrazione dei depositi a breve termine su specifici segmenti di clientela o su clienti con un legame meno solido con l’istituto.

Lettera a

Maggiore è il disallineamento delle scadenze tra attivi e passivi su diversi orizzonti temporali, maggiore è, per le banche con un profilo di scadenze a breve termine dei passivi, la probabilità di dover ricorrere a un sostegno alla liquidità da parte delle banche centrali. In tale contesto occorre considerare anche il valore di liquidità degli attivi, al fine di evitare che una difficile liquidabilità dei valori patrimoniali degli attivi di bilancio aggravi ulteriormente la problematica del disallineamento delle scadenze tra attivi e passivi. Per la valutazione del disallineamento delle scadenze tra attivi e passivi sono importanti i rischi derivanti dalle scadenze degli attivi, che risultano in particolare dal rinnovo dei crediti. A tal fine occorre considerare, ad esempio, che in alcuni casi il rinnovo dei crediti è necessario per mantenere le relazioni con la clientela e, di conseguenza, il modello aziendale; pertanto la scadenza effettiva risulta superiore a quella contrattuale. Occorre altresì considerare che la scadenza dei passivi può risultare inferiore a quella attesa o contrattualmente prevista a causa di un accorciamento inatteso delle scadenze oppure dell’impossibilità di proroga.

Lettera b

Nella determinazione del volume di valori patrimoniali da preparare, occorre includere anche il modello aziendale della banca e i relativi rischi di liquidità. L’obiettivo è assicurare una copertura dei rischi adeguata al profilo di rischio della banca, in considerazione del principio della proporzionalità di cui all’articolo 5 OLiq. A tal fine, la