Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/50: Modifica dell’ordinanza sulla liquidità (esigenze relative alla preparazione per l’ottenimento di un sostegno alla liquidità da banche centrali) · 54 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la modifica dell’ordinanza sulla liquidità
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operativi per l’informatica e altri processi, come i corsi di formazione o la stesura di istruzioni. Questi importi corrispondono in media a circa il 2 per cento delle spese per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), nonché a circa l’1 per cento delle spese per beni e servizi consolidate del 2024. A partire dal secondo anno subentrano i costi operativi ricorrenti, che in media, per tutte le banche che hanno partecipato al sondaggio, ammontano a circa 208 000 franchi, ossia a circa lo 0,05 per cento delle spese per le TIC.
I costi una tantum sono costituiti prevalentemente dalle spese per la preparazione legale, quantificati mediamente a circa 1,1 milioni di franchi per banca della categoria 3. Ciò equivale a circa lo 0,3 per cento delle spese per beni e servizi consolidate medie del 2024; le ripercussioni sono dunque relativamente contenute. Tra i costi una tantum, i costi per i lavori preparatori di carattere legale hanno un’incidenza del 75 per cento e quindi maggiore rispetto ai costi informatici (inferiori al 25 %). Questo è da ricondurre anche al fatto che, in funzione del numero di cartelle ipotecarie documentali relative ai crediti ipotecari concessi, si debbano sostenere costi elevati per la loro digitalizzazione e conversione in cartelle ipotecarie registrali. Tale conversione è tuttavia necessaria poiché, per partecipare al programma di sostegno alla liquidità a fronte di garanzie ipotecarie della BNS (il cosiddetto «LFGI»), sono ammesse esclusivamente cartelle ipotecarie registrali. Ad esempio, per una banca della categoria 3 che detiene circa il 30 per cento di tutte le cartelle ipotecarie in forma documentale, si registrano costi una tantum per la parte legale pari a circa il 75 per cento (ca. fr. 740 000) e costi una tantum per la parte informatica pari a circa il 23 per cento (ca. fr. 225 000). Nella conclusione di nuovi affari, le banche utilizzano quasi esclusivamente cartelle ipotecarie registrali. In casi come il rinnovo dei crediti ipotecari, le banche propongono di norma alla clientela la conversione delle cartelle ipotecarie da documentali a registrali. Tuttavia, secondo le stime delle banche, questo processo richiederebbe circa dieci anni prima di completare la loro digitalizzazione. Si presume che l’eliminazione delle cartelle documentali nel settore ipotecario sia solo questione di tempo o che le banche, per ragioni di efficienza, passino a un processo uniforme basato sulle cartelle ipotecarie registrali. Nel progetto si tiene conto di questo aspetto mediante lunghi periodi transitori.
Anche presso le quattro SIB svizzere sono stati effettuati rilevamenti di dati nel 2025. In vista dell’introduzione dell’esigenza quantitativa minima relativa alla preparazione, nell’ambito di una consultazione preliminare sono state raccolte stime riguardanti l’entità delle esigenze e le garanzie computabili (v. n. 5.1.3 «Costi di liquidità»). Partendo dai volumi rilevati, sono stati stimati i costi una tantum derivanti dai preparativi legali e operativi relativi ai crediti ipotecari, prendendo come date di riferimento il 30 novembre 2024 e il 30 giugno 2025. Aggregando i dati di tutte le SIB a livello di gruppo al 30 novembre 2024 e al 30 giugno 2025, l’applicazione di un tasso di costo stimato dello 0,1 per cento determina costi una tantum complessivi derivanti dalla nuova regolamentazione pari, rispettivamente, a circa 55 e 50 milioni di franchi.