AFC · Info IVA 04 · n. 2.7.2.3 · Italiano
a. | Conseguenze fiscali per il terzo Se il prestatore incarica il terzo di incassare i crediti e nel contempo continua ad assumersi il rischio di insolvibilità del destinatario della prestazione (il terzo non si assume alcun rischio delcredere), il terzo deve imporre all’aliquota normale la provvigione d’incasso che riceve dal prestatore (art. 21 cpv. 2 n. 19 lett. c LIVA). Si è in presenza di una prestazione d’incasso anche se il prestatore cede il credito solo a titolo fiduciario allo scopo d’incassarlo e quindi senza trasferire al terzo il rischio delcredere (incasso del credito in proprio nome, ma per conto del prestatore). |
b. | Conseguenze fiscali per il prestatore Il prestatore deve imporre l’importo che il terzo riscuote dal debitore (inclusi eventuali supplementi per pagamenti parziali, interessi contrattuali e valori d’imputazione). Il credito fiscale sorge secondo quanto disposto all’articolo 40 LIVA. La modifica successiva del debito fiscale e della deduzione dell’imposta precedente è disciplinata all’articolo 41 LIVA. La provvigione d’incasso versata dal prestatore al terzo non costituisce una diminuzione della controprestazione. |
c. | Conseguenze fiscali per il destinatario della prestazione Se le condizioni legali di cui all’articolo 28 segg. LIVA sono adempiute, il destinatario della prestazione può dedurre l’imposta precedente al momento della ricezione della fattura (in caso di rendiconto allestito secondo le controprestazioni convenute; sono fatte salve le diminuzioni della controprestazione secondo l’art. 41 LIVA) o al momento del pagamento (in caso di rendiconto allestito secondo le controprestazioni ricevute). |
[Illustrazione: nell’originale]
Modifica della prassi in vigore dal 01.01.2018 (riguardo all’applicabilità temporale, → info IVA Prassi dell’AFC: applicabilità temporale).