2.7.6.4 Esempi

Info IVA 04 · Oggetto dell'imposta

In vigore · Stato dal 17 marzo 2025

AFC · Info IVA 04 · n. 2.7.6.4 · Italiano

Esempio 1 – Catena alberghiera internazionale
Un buono del valore di 200 franchi per un pernottamento in un albergo qualsiasi di una catena alberghiera internazionale costituisce di fatto un buono valore, dato che al momento della sua vendita il luogo della prestazione non è determinabile.

Esempio 2 – Pernottamento e cena di tre portate
L’albergo «Cima felice» vende buoni per un pernottamento e una cena (3 portate bibite escluse) per due persone. Il pernottamento ha un valore di 200 franchi e la cena di 180.

Si tratta di buoni prestazione, anche se danno diritto all’acquisto di più prestazioni imponibili ad aliquote d’imposta diverse. Il gestore dell’albergo può e deve imporre le singole prestazioni all’aliquota determinante (aliquota speciale per il settore alberghiero e aliquota normale per la cena) al momento dell’incasso del prezzo d’acquisto del buono. Poiché il pernottamento costituisce meno del 70 % della controprestazione complessiva, l’articolo 19 capoverso 2 LIVA (combinazione di prestazioni, regola del 70/30 %) non è applicabile.

Esempio 3 – Gita in montagna
L’albergo «Cima felice» occupa una posizione caratteristica sul Picco Aguzzo, un punto ben sviluppato dal punto di vista turistico. L’albergo è raggiungibile soltanto a piedi o con un impianto di risalita. Pertanto, prima della loro partenza, agli ospiti viene inviato un buono per una corsa con la ferrovia di montagna. Sul buono si legge «Buono di 30 franchi per una corsa (andata e ritorno) con la ferrovia di montagna del Picco Aguzzo». L’emittente del buono e il gestore della ferrovia di montagna è la Ferrovia del Picco Aguzzo SA. Secondo le condizioni generali (CG) il buono può essere utilizzato anche per altre prestazioni della Ferrovia del Picco Aguzzo SA e delle aziende partner (ad es. bibita al chiosco ferrovia).

Questo buono va classificato come buono valore, perché le CG precisano che può essere utilizzato anche per altre prestazioni. Pertanto, la prestazione non è determinata né determinabile.

Esempio 4 – Prestazioni della ristorazione
Il «Bangkok-Express» è un ristorante thailandese che offre i suoi pasti esclusivamente da asporto (take away). I clienti possono farsi consegnare i pasti a casa oppure ritirarli al ristorante. Un pasto a pranzo costa 15 franchi (prezzo da asporto). Viene offerta la possibilità di comprare una carta fedeltà che dà diritto ad acquistare 10 pasti (senza bibite) per 135 franchi. A ogni pasto si riceve un timbro su una delle 10 caselle della carta.

Questo buono costituisce un buono prestazione, in quanto dà diritto all’acquisto di una prestazione determinata (pranzo e consegna di alimenti). La controprestazione incassata va conteggiata all’aliquota ridotta. Per contro, se il buono permettesse anche l’acquisto di bevande e il ristorante vendesse anche bevande alcoliche, in tal caso si tratterebbe di un buono valore, visto che al momento della vendita del buono l’aliquota d’imposta non sarebbe ancora determinabile.

Prima definizione della prassi in seguito a una sentenza di un tribunale su un elemento non definito nella prassi vigente dell’AFC (data di pubblicazione: 17.03.2025; riguardo all’applicabilità temporale, → info IVA Prassi dell’AFC: applicabilità temporale).