1.4.1 Vitto consumato nella famiglia del datore di lavoro
Info IVA 08 · Quote private
In vigore · Stato dal 16 marzo 2026
AFC · Info IVA 08 · n. 1.4.1 · Italiano
Le seguenti spiegazioni riguardano il vitto consumato dal personale nella famiglia del datore di lavoro di un’azienda non appartenente al settore della ristorazione.
Il vitto consumato dai familiari che lavorano nell’azienda non ha alcun effetto ai fini dell’IVA, qualunque sia la forma giuridica dell’impresa, se tale prestazione non viene dichiarata nel certificato di salario. Il contribuente non è pertanto tenuto a dichiarare la cifra d’affari né ha il diritto di procedere alla deduzione dell’imposta precedente.
In caso di vitto gratuito consumato dal personale restante, nel certificato di salario devono essere dichiarati i parametri conformemente al Promemoria N2/2007, disponibile sul sito Internet dell’AFC. La prestazione si intende eseguita a titolo oneroso ed è imponibile all’aliquota normale. Se per il vitto il personale paga un importo al proprio datore di lavoro, su tale importo è dovuta l’IVA all’aliquota normale. Se invece per il vitto il personale paga un importo alla propria famiglia ospitante (e non al datore di lavoro) e se il datore di lavoro è una società di persone o una persona giuridica, ciò non ha alcun effetto ai fini dell’IVA (gli introiti sono attribuiti alla famiglia ospitante e la deduzione dell’imposta precedente per il datore di lavoro non è ammessa). Se dev’essere dichiarato un importo aggiuntivo alla cifra 2.1 del certificato di salario, anche tale importo è imponibile all’aliquota normale.
Se conformemente alle spiegazioni che precedono, il vitto consumato nella famiglia del datore di lavoro è imponibile all’aliquota normale, i contribuenti che applicano il metodo effettivo possono, per la determinazione della base di calcolo, dedurre il 25 % della cifra d’affari imponibile (computo forfetario dell’imposta precedente), anche nel caso in cui questa cifra d’affari imponibile superi i parametri di cui al Promemoria N2/2007 dell’AFC.
Esempio di calcolo 1 – Pasto somministrato gratuitamente
Società di persone o persona giuridica | in CHF |
Pranzo, parametro secondo il Promemoria N2/2007 | 10.00 |
Dichiarazione nel certificato di salario | 10.00 |
Computo forfetario dell’imposta precedente 25 % | - 2.50 |
Cifra d’affari totale da dichiarare (IVA 8,1 % inclusa) | 7.50 |
L’importo di CHF 7.50 per pasto va dichiarato come cifra d’affari alle cifre 200 e 303 del rendiconto IVA.
Esempio di calcolo 2
Impresa individuale | in CHF |
Pranzo, importo pagato dal dipendente | 15.00 |
Computo forfetario dell’imposta precedente 25 % | - 3.75 |
Cifra d’affari totale da dichiarare (IVA 8,1 % inclusa) | 11.25 |
L’importo di CHF 11.25 per pasto va dichiarato come cifra d’affari alle cifre 200 e 303 del rendiconto IVA.