Rapporto sui risultati
Consultazione 2002/24: Disegni del secondo pacchetto di ordinanze sugli agenti terapeutici · 50 pagine
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camenti veterinari soggetti a prescrizione ovvero all’obbligo di registrazione. La SVS è contraria alla dispensazione di foraggi medicinali o delle relative premiscele senza previa visita dell’effettivo e PSA e R. Müller esigono, soprattutto per il trattamento collettivo altamente sensibile di vitelli e maiali, una visita dell’effettivo prima della dispensazione di medicamenti veterinari. L’USM si spinge ancora oltre e chiede che venga eseguita una visita dell’effettivo prima di ogni dispensazione di un medicamento veterinario.
L’Associazione dei farmacisti del Cantone Basilea-Città critica in questa sede nuovamente l’assenza di una distinzione fra prescrizione e dispensazione nonché fra animali domestici e da reddito.
SSP chiede che i contratti di assistenza conformi alle disposizioni dell’OMvet, stipulati fra il detentore di animali e SSP, debbano essere considerati come convenzioni di sorveglianza (analogamente anche LOBAG, SEG e SGP). GalloSuisse propone che il veterinario possa delegare uno specialista competente per la visita dell’effettivo. SSPR e FSAC sono del parere che i reperti di laboratorio costituiscano spesso una base migliore per le terapie che non le visite dell’effettivo, per cui chiedono che questa disposizione venga stralciata integralmente.
La GZST chiede disposizioni più precise che limitino l’abuso di medicamenti veterinari, impedendo all’agricoltore di stipulare una nuova convenzione di sorveglianza quando non è più soddisfatto del veterinario o quando ha esaurito le scorte di medicamenti veterinari. AgorA, l’Unione dei contadini friburghesi (che invece di “convention de surveillance” propone il termine “convention suivi de la santé des animaux”) e Prometerre intendono lasciare alla discrezione del veterinario, e parzialmente anche a quella del detentore di animali, di decidere come procedere, ossia se una visita dell’effettivo sia necessaria o meno.
Allegato 1:
Numero 2 cpv. 1
AI, AgorA, la Cooperativa appenzellese degli allevatori suini, ASR, GalloSuisse, LOBAG, Prometerre, la Federazione svizzera per l’inseminazione artificiale, USC, Suisseporcs e VSP chiedono che le frequenze di visita vengano fissate in base al rischio, oltre ad un numero minimo di visite. FR vuole una maggiore frequenza di visite. Si fa presente che bisogna fissare criteri differenziati a seconda della specie animale: ciclo d’ingrasso (vitelli), stabulazione (pollame); distinzione razza da ingrasso (in caso di vizi di qualità)/produzione di uova destinate al consumo (fase di allevamento/ovodeposizione). L’UCS è addirittura del parere che non siano necessarie frequenze minime di visita in quanto tali visite vengono già eseguite in occasione della prova che le esigenze ecologiche sono rispettate, IP ecc.; i PSL fanno appello alla responsabilità propria del detentore di animali. La SVS propone cosiddetti intervalli di visita e la loro durata a favore di un’assistenza continuativa.
Numero 2 cpv. 3
AG, AR, BL, BS, LU, NW, SG, SH, SZ, TG, il veterinario dei due Cantoni di Appenzello e il veterinario del Cantone BL chiedono che nelle aziende con animali da ingrasso le visite debbano avvenire prevalentemente quando insorge un problema medico in azienda, che nelle aziende con animali da ingrasso si debba però eseguire una sola visita all’anno durante la fase di stabulazione di un gruppo di animali, e che nelle aziende d’estivazione, nel momento in cui insorge un problema nell’effettivo, in occasione della prima visita all’azienda sia possibile stipulare una convenzione di sorveglianza valida per l’anno in questione.
Numero 3
Quasi tutti i partecipanti alla consultazione chiedono una durata di conservazione di 3 anni, analogamente alla prassi precedente e agli usi correnti in agricoltura, e in conformità a quanto prescritto per la maggior parte dei sistemi di qualità.