Rapporto sui risultati
Consultazione 2002/24: Disegni del secondo pacchetto di ordinanze sugli agenti terapeutici · 50 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 30Fedlex · Rapporto sui risultati
le farmacie pubbliche, le drogherie e le altre aziende di cui all’articolo 9 capoverso 2 LATer necessitino o meno di una nuova autorizzazione di fabbricazione dell’Istituto, poiché le autorizzazioni a condurre farmacie e drogherie non sono rilasciate obbligatoriamente a nome di una persona fisica, ma anche a nome dell’azienda. In quest’ultimo caso un’autorizzazione di fabbricazione da parte dell’Istituto non sarebbe oggettivamente giustificabile. ASSGP, Interpharma, SSIC, ASD e VIPS chiedono una precisazione, ossia che venga aggiunto un nuovo capoverso secondo cui l’autorizzazione cantonale permette alle farmacie ospedaliere di fornire i medicamenti da loro fabbricati esclusivamente agli ospedali appartenenti alla propria associazione ospedaliera. Le associazioni dei farmacisti dei Cantoni BL e BS, KAV e SSF chiedono che, oltre alle farmacie ospedaliere e alle altre persone, vengano menzionate anche le farmacie pubbliche con autorizzazione d’esercizio cantonale, poiché la possibilità di una mera autorizzazione cantonale per il commercio al dettaglio per le farmacie pubbliche metterebbe in forse l’approvvigionamento sicuro e ordinato di medicamenti. GSASA vuole una formulazione che a determinate condizioni consenta di vietare agli ospedali la fabbricazione di medicamenti secondo la formula magistralis. In tal modo, la definizione di una farmacia ospedaliera potrebbe rimanere invariata, ossia differenziata da Cantone a Cantone. Altrimenti si dovrebbe definire unitariamente per tutta la Svizzera che cosa s’intende per “farmacia ospedaliera”. Pharmaforum esige che si precisi che i medicamenti prodotti in proprio dalle farmacie ospedaliere con autorizzazione cantonale possano essere forniti soltanto ad ospedali ubicati nel territorio svizzero.
Art. 10 (non è stato messo in consultazione)
SSIC chiede che venga modificato il capoverso 3 lettera a, secondo cui il responsabile tecnico debba disporre di una formazione universitaria in scienze naturali e della necessaria esperienza, conformemente ai requisiti della Buona prassi di fabbricazione (GMP).
Art. 16 Emovigilanza
ASSGP, Interpharma, SSF, SSIC, SSSP, VIPS e AMCS chiedono che venga stralciato il capoverso 2bis. La SSSP vuole sostituire il termine “medico” con “operatore sanitario con relativo perfezionamento”. Secondo ASSGP, Interpharma, SSIC e VIPS la persona responsabile deve disporre di una formazione universitaria in scienze naturali, conformemente ai requisiti della Buona prassi di fabbricazione. La SSF esige una formazione universitaria in farmacia.
Art. 18
PS e USS propongono che nel caso di più prelievi di sangue a cadenza periodica per trasfusioni autologhe per un intervento, i costi provocati da un'infezione debbano essere determinati solo in occasione del primo prelievo. ASSGP, Interpharma, SSIC e VIPS chiedono che allo scopo di una più tempestiva adattabilità l’Istituto definisca in un’ordinanza gli agenti patogeni da ricercare nei prelievi di sangue e i metodi da adottare.
Art. 32
La SVVF critica la mancanza di uniformità nella prassi delle autorizzazioni. L’Istituto deve essere l’unico ente competente per le autorizzazioni. Inoltre fa notare che sono omologati prodotti per animali da reddito e domestici senza precisare l’autorità competente.
Art. 36 Importazione di medicamenti pronti per l’uso non omologati
SH fa presente che l’obbligo di autorizzazione per l’utilizzazione di medicamenti non registrati per una determinata indicazione su più persone e l’utilizzazione di medicamenti registrati per indicazioni non registrate non sono disciplinati. La Farmacia dell’Esercito vede problemi nei casi in cui per interventi particolari (ad es. operazioni dell’ONU o dell’OCSE) essa sia costretta a procurare prodotti farmaceutici (specie in maggiori quantitativi) che non sono omologati in Svizzera. ASSGP, Interpharma, SSIC e VIPS