Rapporto sui risultati
Consultazione 2003/193: Legge federale concernente la tassa per l'utilizzazione delle strade nazionali · 15 pagine
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3 Valutazione globale
Nell’insieme, la maggioranza dei partecipanti alla consultazione accoglie il progetto. Soltanto il PS e l’UDC lo respingono di principio. Per i primi, le disposizioni proposte non sono sufficientemente incisive, l’aliquota d’imposta è troppo bassa e la motivazione, secondo la quale il cambiamento del sistema non sarebbe auspicabile, non è convincente. I secondi chiedono il rinvio al Consiglio federale e una nuova verifica del progetto. Motivano il rifiuto dichiarando che in Svizzera la situazione relativa alle tasse e ai tributi è insoddisfacente e che il carico, già oggi troppo elevato, continua ad aumentare costantemente.
Tutti i partecipanti sono dell’avviso che occorra adottare dei provvedimenti contro gli abusi causanti una diminuzione annua delle entrate pari a 25 – 30 milioni di franchi (2003) e a 15 – 20 milioni di franchi (2006) e comportanti un futuro ulteriore aumento delle stesse.
La maggioranza delle cerchie consultate auspica mantenere, malgrado la tendenza all’abuso, l’odierno sistema del «contrassegno classico» (contrassegno adesivo), in quanto si tratta di un sistema conveniente e ben accettato (almeno per quel che riguarda la Svizzera). Essa è dell’avviso che per far fronte agli abusi occorra impiegare ulteriori caratteristiche di sicurezza e rafforzare i controlli. La variante «contrassegno chip», che si basa su un apparecchio installato sul veicolo, è respinta da tutti i partecipanti alla consultazione. Per contro, le opinioni sul «contrassegno elettronico», per il quale la targa di controllo viene registrata in un sistema d’informazione, sono divergenti. Contrariamente al «contrassegno chip», il «contrassegno elettronico» non viene respinto a priori. Per una parte delle cerchie consultate si delinea persino la tendenza a considerarlo il sistema di riscossione dei tributi del futuro. Sono pochi (PS, Partito ecologista, SEV e ATA) coloro che preferiscono un cambiamento immediato del sistema passando dal «contrassegno classico» al «contrassegno elettronico».
L’introduzione di un contrassegno di breve durata è visto dalla maggioranza dei partecipanti alla consultazione come un onere amministrativo troppo elevato. Un sistema di contrassegni di breve durata più economici non sarebbe inoltre praticabile e renderebbe ancora più difficile il flusso del traffico al confine. I fautori (Cantoni di Uri, Zugo, Glarona e Soletta, il PS, il Partito ecologista, il SAB e l’ATA) ritengono, invece, che l’introduzione dei suddetti contrassegni potrebbe diminuire considerevolmente il rischio di abusi da parte di conducenti esteri.
La maggioranza delle cerchie consultate propende per l’aumento della multa da 100 a 200 franchi. Il PS, l’ATA, il Partito ecologista e il SEV si battono addirittura per una multa più elevata.
Le opinioni sulla possibilità di trasferimento del controllo e del perseguimento di infrazioni nella procedura abbreviata a organizzazioni private sono divergenti. Alcuni partecipanti alla consultazione (Cantoni di Obvaldo, Glarona, Appenzello Interno e Giura, il PS, il PLS, la CCCS, il “Centre Patronal” e il SEV) respingono il trasferimento, dato che si tratta innanzitutto di un compito dello Stato. Per contro, i Cantoni di Nidvaldo, Argovia e Vaud, il PPD e il TCS considerano la delega a terzi un mezzo efficace per lottare contro gli abusi. I Cantoni di Berna, Lucerna e Ginevra, l’asa e la FRS hanno accolto perfino l’estensione della norma di delega, in modo che anche i Cantoni potrebbero trasmettere il compito a terzi.