Rapporto Legge
Consultazione 2005/35: Articolo costituzionale e legge relativa alla ricerca sull'essere umano · 130 pagine
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metodi di diagnosi (ad es. l’immaginografia13) e si conducono ricerche psicologiche ed economiche, durante le quali si confronta, per esempio, l’effetto sull’integrazione psicosociale dei pazienti e l’efficacia economica di diverse forme terapeutiche. Siccome negli ultimi anni il numero delle persone affette da demenza ha segnato un aumento costante per effetto dello sviluppo demografico – incidendo inoltre sui costi della salute – la ricerca economica assume un’importanza crescente14.
Ricerca su persone affette da malattie psichiche gravi
Oltre alla ricerca clinica con i medicamenti (ad es. studi sull’efficacia e la tollerabilità di nuovi psicofarmaci), si verifica l’efficacia di nuove forme di psicoterapia, sottoponendo un gruppo di pazienti a una nuova cura e somministrando al gruppo di confronto un placebo o lasciandolo senza terapia.
Ricerca su disabili psichici
Vista l’incurabilità della loro sofferenza, sui disabili psichici vengono condotte poche sperimentazioni cliniche, preferendo focalizzare la ricerca sul miglioramento della diagnosi e sulle possibilità di riabilitare e integrare fisicamente e socialmente i disabili. Considerato l’esiguo numero di casi, la ricerca terapeutica ed eziologica in questo campo si svolge sovente retrospettivamente sui dati personali dei disabili.
Ricerca su neonati e bambini
A causa delle differenze di maturità e attività degli organi metabolici (ad es. fegato, reni) e del sistema nervoso, le stesse terapie possono avere nei neonati e nei bambini effetti diversi rispetto agli adulti. In generale, a causa della loro ridotta attività renale, i neonati espellono le sostanze più lentamente. Nei bambini, per contro, il metabolismo è più rapido, sicché determinati principi attivi devono essere somministrati loro in dosi addirittura maggiori rispetto a quelle prescritte agli adulti.
Molte malattie sono specifiche dell’età postnatale e infantile, come i disturbi dello sviluppo ascrivibili a un parto prematuro. Altre, quali le malattie infettive infantili, presentano decorsi diversi a seconda dell’età del paziente. Nonostante le succitate differenze fisiologiche, finora la maggior parte dei trattamenti medicamentosi sono stati testati solo sugli adulti con il risultato che molti farmaci sono vietati ai bambini. In mancanza di alternative, i medici li prescrivono comunque («off-label use»), riducendo le dosi in funzione del peso corporeo, senza tuttavia che l’efficacia di tale soluzione sia stata comprovata da studi clinici. Esistono svariati motivi per i quali il mercato offre relativamente pochi medicamenti per bambini. In primo luogo, trattandosi di un segmento dai piccoli numeri, lo sviluppo di cure specifiche è poco lucrativo per l’industria. Secondariamente, gli studi sui bambini comportano difficoltà maggiori: implicano, per esempio, l’impiego di apparecchiature adatte all’età dei soggetti, i prelievi di sangue o di tessuti sono complicati dal carico psico-fisico che comportano per i bambini15.
13 Cfr. Dierks T, Jelic V u.a., Spatial pattern of cerebral glucose metabolism (PET) correlates with localization of intracerebral EEGgenerators in Alzheimer’s disease, in: Clinical neurophysiology, 111 (10) 2000, pagg. 1817-1824.
14 Cfr. Francois C, Sintonen H u.a., Cost effectiveness of memantine in moderately to severe Alzheimer’s disease – Markov model in Finland, in: Clinical drug investigation, 24 (7) 2004, pagg. 373-384.
15 Cfr. Food and Drug Administration: http://www.fda.gov/fdac/features/2003/103_drugs.html