Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/61: Ordinanza concernente le misure di coesistenza nella coltivazione di piante geneticamente modificate nonché l'impiego del relativo raccolto (Ordinanza sulla coesistenza) · 17 pagine

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Il Cantone VS lamenta la carenza di disposizioni per la manipolazione dei residui di raccolto.

Capoverso 1: Le cerchie economiche sottolineano che il materiale OGM può mescolarsi con quello non OGM anche su base volontaria e pertanto richiedono che la formulazione sia integrata con la precisazione ”in modo involontario” (Syngenta, SSIC, Internutrition).

BFO e ASIAT auspicano che il termine “disposizioni” sia definito in maniera più precisa.

Capoverso 2: Syngenta e SSIC chiedono che sia chiaramente specificato che il presente capoverso si applica unicamente al materiale di moltiplicazione e non al raccolto, cosicché non si incida troppo sull’autonomia organizzativa delle organizzazioni di trasformazione e di distribuzione.

ARTICOLO 6

Alcuni Cantoni chiedono una modifica redazionale affinché sia chiaro che a dover essere documentata è l’applicazione delle istruzioni e non le istruzioni stesse (SZ, BL, SO, NW).

ASIAT vuole che venga fissato un termine di conservazione della documentazione scritta.

ARTICOLO 7

Molti partecipanti all’audizione criticano il fatto che secondo questo articolo la responsabilità ricade sui produttori che non impiegano OGM (SZ, NE, BS, TG, Protezione dei consumatori, CFC, IRAB, JU, GE; SO, ZH, AI, LU, SH, NW, VSSJ, LOBAG, Bio Suisse, demeter, Coop, USC, KOLAS, CFSB, ASIAT). Alcuni auspicano pertanto che l’articolo venga stralciato (Pro Natura, SAG, WWF, Greenpeace, PES, BasA, ASPU, Prométerre).

Capoverso 1: ASIAT chiede che venga aggiunta una nota a piè di pagina secondo la quale la “X” nella dicitura “ottenuto da X geneticamente modificato” sta per il nome dell’OGM. Ritiene che la dicitura “X geneticamente modificato” sia superflua in quanto è ovvio che ogni nuova varietà vegetale è geneticamente modificata, indipendentemente dal fatto che sia stata selezionata convenzionalmente o mediante ingegneria genetica.

Capoverso 2: PEV e ZG chiedono lo stralcio di questo articolo per il fatto che la responsabilità ricade sui produttori che non impiegano OGM. La CFSB ribadisce che le misure di coesistenza dovrebbero essere così precise da rendere superflue analisi e obbligo di prova.

Coop richiede di inserire un obbligo di caratterizzazione per il raccolto e i sottoprodotti del raccolto con o senza OGM a ogni livello del flusso delle merci.

Alcuni partecipanti all’audizione propongono di eliminare il termine “autorizzati” e di aggiungere una nuova lettera a in cui si precisa quali organismi sono autorizzati (SSIC, Syngenta, Internutrition).

Lettera a: Alcuni partecipanti all’audizione criticano il fatto che dall’obbligo di caratterizzazione è esentato il raccolto mescolato involontariamente, in cui la percentuale di OGM non supera lo 0.9 per cento di massa (Protezione dei consumatori, JU, GE, BL). Secondo la Protezione dei consumatori la contaminazione a livello di produzione di sementi e di produzione agricola deve essere pari a 0. Il Cantone BL propone una riduzione della percentuale di massa a 0.5.

Lettera b: ASIAT chiede di stralciare questa lettera siccome è dovere dei vicini produttori di OGM evitare contaminazioni e registrare i provvedimenti adottati.

ARTICOLO 8

LOBAG e USC propongono una modifica redazionale sostituendo “obbligo di documentazione” con “obbligo di tenere una contabilità”, per evitare confusione con l’articolo 6 che verte altresì sulla documentazione.